Vai al contenuto

Hind Rajab

Oggi stavo ricercando tra video e carte, materiale da archiviare a futura memoria per creare qualcosa che resti, la mente umana oblia con facilità il dolore e, in fondo, la cultura altro non è che un tramandarsi, un tramandare esperienze e idee.

Per questo ho trascritto una piccola parte del video di Rula Jebreal che parlava ad un evento pubblico.

Gli scritti restano incisi.

E’ la storia che la regista Kawthar ibn Haniyya racconta nel film presentato a Venezia “The voice of Hind Rajab”.

Ve lo propongo qui.

Rula Jebreal:

«La CNN mi chiamò un giorno e mi disse: abbiamo ricevuto questo audio e volevamo la conferma di questo audio. Io non mi sono mai sentita scioccata da un audio, perché sai, sono abituata anche a immagini di guerra, di atrocità.

Ma quell’audio mi ha colpito profondamente.

Era l’audio di una bambina di sei anni, di nome Hind Rajab, che era in macchina con la sua famiglia, dopo che l’esercito israeliano aveva fatto scattare la chiamata per l’evacuazione dal nord di Gaza verso sud. Hind, con sua sorella Aya di sedici anni, era con la zia e le zie.

La mamma, il papà e altri fratellini erano scappati via prima.

Hind rimase intrappolata perché l’esercito israeliano faceva scattare ordini di evacuazione e poi cominciava a bombardare nemmeno cinque minuti dopo. Hind fu bloccata in questa macchina e c’erano dei carri armati attorno. A un certo punto il carro armato spara, uccide la zia e lo zio nella macchina, e Hind e la sorella cominciano a chiamare la Croce Rossa.

Si sente la voce della Croce Rossa che prende la telefonata e la registra.

Si sente la voce della sorella di diciassette anni che dice: “guarda siamo intrappolati, la zia ha il cervello esploso”.

Racconta in dettaglio quello che stavano vivendo.

A un certo punto si sente un’altra raffica, l’urlo di Aya e poi il silenzio.

Poi ritorna la chiamata: è la bambina che prende il telefono e dice:

io sono Hind, ho sei anni, ho paura, sono terrorizzata, mia sorella è appena stata uccisa, davanti a me c’è un carro armato, dietro a me c’è un carro armato”

La bambina, talmente intelligente, dice: sono terrorizzata, però riesce a dare le coordinate precise di dove era, cosa c’era a fianco a lei, cosa dall’altra parte, perfino che c’era una farmacia.

Risalgono così alla location esatta, col GPS, e chiamano l’esercito israeliano.

La Croce Rossa dice: abbiamo una situazione, c’è questa bambina intrappolata, abbiamo la sua voce.

L’esercito israeliano autorizza un’ambulanza per andare a prelevare la bambina. L’ambulanza va con due paramedici. Arrivano, poi cade la linea, perché si vede che il telefonino è morto.

L’ultima parola di Hind era: non voglio morire, sono terrorizzata, sta diventando buio. Dice alla signora che rispondeva: ho paura, non voglio morire così.

Le parole esatte erano quelle.

A un certo punto sparisce la notizia di Hind.

Continuiamo a chiamare la Croce Rossa per settimane. Poi la Croce Rossa ci dice: l’ambulanza non è mai più tornata, non sappiamo più nulla.

Quattro settimane dopo scopriamo che l’esercito israeliano, che conosceva e aveva autorizzato l’evacuazione, aveva sparato contro la macchina.

Nel corpo di Hind, quando è stata recuperata, si trovarono 335 pallottole.

Ripeto: la bambina è stata riempita di pallottole, 335.

L’ambulanza era stata schiacciata da un carro armato. I due paramedici giustiziati, uccisi»

Rula Jebreal, nata ad Haifa il 24 Aprile 1973 da una famiglia palestinese, è una giornalista, scrittrice, docente israeliana naturalizzata italiana. Il padre, Othman Jebreal, era un commerciante con ascendenze nigeriane, Imam sufi di Gerusalemme Est e guardiano della moschea al-Aqsa.(da Wikipedia)

Nella foto: Hind Rajab

Pubblicato inGenerale

Un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *