Come allora domani sarà un altro giorno
Nessun riflesso tra i sassi e i grani di quarzo davanti alle mie onde lunghe
Cielo cupo, mare fermo in un silenzio surreale
Luce fioca tra i gomitoli dei miei pensieri; è ora di andare
Dall’altro capo della fune solo l’ombra di quel che è stato
Mille nodi come grani di corniola per un rosario a segnare gli amori e i giorni abbracciati, grani che scorrono tra le dita, nodi che legano i sospiri
Ho vissuto negli sguardi di giovani donne, ho abbracciato la fede delle dune, ho cantato le note del vento, ma è ora di andare
Potrei far un nome per saziare la curiosità del tempo, ma io non sono la sabbia e neanche la clessidra, sono solo le dita che ti hanno scompigliato i capelli, le labbra che ti hanno sfiorato
Sono l’aroma del tuo primo caffè e l’ultimo spicchio di cedro
Sono il rovo che ha protetto la tua mora
Cielo cupo per un sogno piegato, mare piatto per un sogno sacrificato ed è ora di andare
Scia bianca a tagliar l’orizzonte, cielo e mare ora in una danza furiosa e si é già oltre
Raggio di luna, penetra gli scuri della sua anima e cancella il ricordo di questa illusione
Per amare bisogna saper volare
(il Nautiere)
Foto da Pinterest


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