Il 2 novembre 1917 il ricchissimo e potente movimento sionista, nella figura del banchiere Lord Rothschild, estorceva alla Gran Bretagna la promessa della costituzione di un “focolare ebraico” in Palestina in cambio delle pressioni sioniste sul governo statunitense affinché entrasse in guerra a fianco dell’Inghilterra, cosa che poi avvenne come tutti sappiamo.
La promessa di Balfour.
Con questo nome ricordiamo la scellerata azione di matrice coloniale, un’infamia che ancora oggi rappresenta un unicum nella storia umana.
Sessantasette parole pregne di cinismo politico, i cui effetti furono devastanti per l’intero Medioriente.
Vergate quasi trent’anni prima di quell’olocausto che rappresentò solo un acceleratore per un furto già pianificato. Questo per chi ancora blateri della “ricompensa morale” e bla bla bla. Nessuna ricompensa morale, dunque. Sulla pelle dei palestinesi, poi.
Cosa interessante da sottolineare: si è molto discettato riguardo il termine utilizzato nella famigerata promessa. Volutamente gli inglesi parlarono di “focolare” e non di “stato” perché con ogni probabilità intuivano in quale ginepraio si andassero ad infilare ed erano consapevoli della pericolosità e dell’illegalità di ciò che stavano facendo, pur muovendosi all’Interno di un discorso grossolanamente colonialista, in base al quale una potenza X, non proprietaria di una terra che apparteneva al popolo che la abitava da millenni, si arrogava il diritto di prometterla, o cederla, ad una entità Y.
La dichiarazionei infatti sottolineava, ipocritamente direi, che non dovessero in alcun modo essere pregiudicati i diritti civili della popolazione palestinese. La doppiezza britannica al suo culmine, manifestatasi poi nell’effettivo aiuto dato sul campo al movimento sionista ed alle bande paramilitari che cominciavano a sbarcare in Palestina.
Novembre è il mese più crudele, è il caso di dire parafrando Eliot.
Proprio in questo mese, trent’anni dopo, il frutto avvelenato della promessa di Balfour giungeva a maturazione.
La Palestina veniva divisa con un voto all’ONU su cui ancora oggi aleggia lo stigma dell’illegalità e dei ricatti con cui i paesi più indebitati con gli Stati Uniti furono “convinti” ad esprimersi a favore della partizione.
Dal novembre 1947 al maggio 1948 i palestinesi vengono scacciati dalla loro terra con una delle pulizie etniche più vergognose mai verificatesi .
La forza bruta, la legge della giungla e la coercizione si impongono con violenza in vece del diritto. Il doppio standard diviene la norma. L’impunità il mezzo..
Il genocidio di Gaza , cento anni dopo, è figlio di quella logica coloniale.
#sayfreedom
rossellaahmad


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