Forse sarei più sola
Senza la mia solitudine
Emily Dickinson
La mia stanza è diventata la mia casa.
Un isolamento volontario.
Da qui scrivo poesie, seduta alla scrivania, che si affaccia alla finestra.
Una serra piena di fiori è il mio regno, e da qui la posso vedere.
Sul balcone, uccellini cercano le briciole che offro, quotidianamente.
Accovacciato in un angolo dello stipetto, il gatto.
Soprattutto la notte è la mia compagna.
Il silenzio che la caratterizza, alimenta la mia fantasia: non si può vivere senza, mentre si può stare senza nessuno attorno.
Scrivo lettere, e mi basta. Questo è il mio contatto col mondo, che mi vorrebbe sposa e madre.
Ma no, non è il mio destino, lo rifiuto.
La poesia è il vero motore della vita, di lei mi sazio e mi abbevero.
Sono giovane, e tale voglio restare, lontana dalla mondanità, nel bianco vestito verginale.
Non ho mai visto il mare, ma ne conosco le onde, e ne sento il profumo ogni giorno.
Occorre immaginazione, e tutto sarà vero.
Compongo la mia esistenza attraverso la parola, io sono parola.
Nessuno conosce la mia essenza, e difficilmente comprende la mia scelta di non volere altri affetti oltre a quelli della natura e di voci lontane.
Ma non importa.
Ciò che conta è che io mi senta bene nel mio abito puro, caldo come una culla.
Immagine di Emily Dickinson dal web.


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