CONTAME IL TEMPO DEL CORONAVIRUS
Vuoi fare l’amore o vuoi solo godere?
La linea è sottile, la posso intuire
Dal modo in cui mi mordi il labbro superiore
Dalla tua bocca che stringe e non mi lascia scappare
E chissenefrega se è sesso o se è amore
Conosco la tua pelle, tu conosci il mio odore
Brunori Sas, Per due che come noi
Avevamo appena finito di piegare i panni da stirare. Tutti e quattro insieme, Nina, la più piccola, addetta alle calze e lei, alle mutande e agli slip, quando girandosi verso la madre le ha sussurrato: è il periodo più bello della mia vita.
Questa è Vita Mia, ormai per tutti, solamente: Vita.
Per lei tutto è emozione. Nel bene e nel male: pianto disperato o, più spesso, allegria che le fa brillare gli occhi. Esplosioni di riso e di gioia, sempre ad alta ed altissima voce.
Vita è esternazione costante e in tutte le forme di sentimenti.
In questi giorni siamo sommersi da biglietti e fogli con “Tiamopapà” “Tiamotantomamma” o con storie di una decina di righe con parole raramente intervallate da spazi, con qualche errore qui e là e con un entusiasmo contagioso che trabocca dalla carta.
La prima elementare per Vita è stata finora fonte di travolgente scoperta di forme, colori, modalità espressive, nomi, cose, numeri e nozioni. Nel suo già coloratissimo mondo sono entrati i “colli lunghi” e Gesù con pari dignità, in quanto – entrambi – fonte di ispirazione per disegni e storie inventate.
Anche il coronavirus è entrato nei giochi di Vita: quelli di ruolo con la sorella di diciotto mesi più piccola. Sono le “mamme” che si scambiano le istruzioni per salvaguardare i loro bimbi da “lui” il coronavirus quel cattivello che c’è, ma fuori da qui.
E qui, dentro casa, il suo mondo è diventato meraviglioso come non se lo sarebbe mai immaginato: tutti e quattro insieme seduti a fare colazione, pranzo e cena ogni giorno, le canzoni urlate insieme, i balli, la pizzica con papà che suona la tamorra e la madre che volteggia, dal 22 di febbraio, per più di quaranta giorni di fila.
Ogni mattina, Vita viene con carta e penna a scrivere quello che lei chiama “lo scopo”, ovvero il programma delle attività, che una volta scritto diventa (per lei) più sacro del Talmud.
Vita assomiglia a mia madre. Non solo per via del collo che ha lo stesso rigonfiamento e gli zigomi, ma per quelle stelle che le accendono gli occhi per ogni, qualsiasi, minima, anche trascurabile, occasione di gioia.
Mia madre era così. Ho scoperto che qualche mio compagno del Liceo la ricorda ancora oggi, dopo più di 50 anni, per l’entusiasmo con il quale organizzava feste e cene – il capretto al forno a Pasqua e Natale e le frappe a Carnevale – che si concludevano immancabilmente con le carte.
“Chi gioca a carte non è mai solo”, mia madre me lo ripeteva fin da bambino, insegnandomi tutti i giochi di carte con la progressione dovuta all’età: dopo quelle “napoletane”, verso i nove anni cominciò ad istruirmi con quelle francesi. Un po’ alla volta: dal ramino alla scala quaranta al concain. E poi durante una lunga convalescenza dalla parotite, intorno ai dieci anni, mi spalancò, quasi tremando dalla gioia, le porte alle regole ed ai segreti del suo gioco preferito: la canasta.
Giunti a Napoli a metà degli anni cinquanta fu proprio grazie alla canasta che mia madre ebbe accesso ai salotti ed alle amicizie delle signore vomeresi, tutte più anziane di lei. Giocava ogni pomeriggio ed io la seguivo con la cartella, i compiti da fare per scuola ed una merendina.
Odore di vecchie: questo è il ricordo più forte di quegli anni.
E odore di fumo: tutte fumavano. Mia madre anche di più, fino a sera, davanti agli sceneggiati televisivi di Anton Giulio Majano.
E il fumo se l’è portata via che non aveva ancora sessant’anni.
La rivedo nel volto e nel fare instancabile di Vita, che occupa, dopo 44 giorni di quarantena, la mia attenzione ed il mio tempo.
Un tempo che sembra immoto, un eterno presente che, illuminato da un sole sempre più caldo, mi sta tirando fuori dalla paura dei primi giorni e si contende, dentro di me, lo spazio con la rabbia per quello che avviene e l’angoscia per un futuro incerto e pericoloso.
Guardando le mie figlie che giocano felici sul poggiolo, che affaccia su una piazza incantevole nuda di macchine e persone, tutto quello che di terribile sta avvenendo sembra così lontano da non appartenere alla realtà. La fila dei camion militari di Bergamo, la figura incurvata di Francesco di fronte ad una piazza San Pietro assolutamente vuota, la contabilità dei morti che rimbalza dallo schermo del pc, mi appaiono come istantanee di un “disaster movie” hollywoodiano.
La vita reclama i suoi diritti qui ed ora, contro ogni analisi lucida e predittiva di quello che ci aspetta dopo: proprio perché non ci sarà un vero “dopo”.
Ed allora guardo la vita attraverso lo sguardo delle mie figlie, mi riscaldo il cuore con gli scoppiettii allegri di Vita, guarisco i miei timori abbracciando convulsamente il corpo di mia moglie, mentre la sua bocca morde le mie labbra e la pelle di entrambi diventa una sola. Senza chiedermi se “è sesso o amore” – come dice la canzone di Brunori Sas – ma avendo la certezza che, comunque vada a finire per me, ho conosciuto la felicità.


BELLA! C’è dentro la ” VITA ” Quella vera, quella che morde il tempo e se ne appropria, che fa tremare e gioire anche questo periodo nero. Siamo noi che facciamo bella la luna, diceva Lolli, di sicuro, siamo noi che facciamo bella la VITA.
CHE BELLO LEGGERE QUESTO INNO ALLA VITA….PER LA TENEREZZA
CHE TRASUDANO DALLE TUE BELLE PAROLE PIERO, TI SALUTO E TI AUGURO TANTA FELICITA’, RAMMARICANDOMI PER NON AVERTI POTUTO FREQUENTARE IN PASSATO
Posso dire che questa dolce narrazione non mi meraviglia?
La trovo cucita addosso alla persona che ho sempre conosciuto, un modo di comunicare agli altri quella che in fondo è l’unica vera felicità possibile.
Grazie Piero di averci trasmesso un momento d’amore e di speranza in questi giorni così particolari.
Ho conosciuto la felicità. È molto bello, direi confortante sentirti dire questo come di un qualcosa che sia quasi generato dalla costrizione non volontaria nelle mura domestiche, divenute ora come non mai nido.
Quante volte Pier abbiamo parlato di felicità ed ogni volta è stato per una occasione, una situazione diversa e mai una felicità eguale all’altra, ognuna con la sua identità. È il bello delle felicità; al singolare ed al plurale si scrive allo stesso modo forse perche è una e tante allo stesso tempo…E le situazioni sono le levatrici delle felicità. Aiutano a farle nascere, a farle venir fuori perche noi generiamo felicità con la nostra capacità e sensibilità di cogliere la bellezza , la ricchezza, la irripetibilità. l’armonia delle cose, delle persone, degli affetti che ci circondano. Abbraccia questa tua fortuna e sii felice…
Pennellate di tenerezza. Quella da non perdere mai. G.
Although there is not a “dedicate” calf increase component/block,
it’s straightforward sufficient to regulate your toes off the sting in a
“reverse hack squat” position and perform calf raises this fashion. Finally, the RitFit BLP01 is a “budget-priced”
leg press/hack squat machine, although. For those that solely store on this worth range, there aren’t too many
to select from, particularly ones that operate so well.
The only thing I might counsel on this instance could be a calf block,
to provide more range of motion when doing calf raises
from the hack squat place. The general footprint is compact
at around 20 square feet, making it suitable for home/garage gyms or smaller exercise spaces.
With too much weight on the machine, you’ll have a hard time reaching that depth.
Though each the hack squat and the standard barbell squat focus on the quads,
there are some variations. If building your legs — especially
your quads — is what you’re looking to
do, positively incorporate the hack squat into your routine.
The hack squat works the muscular tissues of the lower physique including the
legs, hip flexors, and even the core muscular tissues.
But no worries, there are some variations you can do to mimic the movement and they’re very effective.
The capacity to easily swap between leg press and hack squat positions is highlighted
as a significant benefit. Some taller customers point out having to make minor adjustments like adding mats to get
full vary of motion. Now, in phrases of leg presses, you’re going to want some
heavy-duty equipment. As A Result Of your legs are strong, and
a proper leg press machine has to face up to a complete
lot of drive. You can find numerous types on the market like seated, mendacity back (supine), and even vertical ones.
They work by you putting your ft on a footplate after which pushing down with your legs
to move a weighted sled. These machines may be adjusted to vary the angle
of the footplate, which modifications the focused muscular tissues.
You can get optimal improvement of the entrance muscles of the
thigh with a hack squat. The feet are positioned at shoulder
level, enhanced by an inclined platform to optimize the activation of the quadriceps muscle fibers.
These are the forms of squats that are worth doing
frequently for vital results in your quadriceps muscles.
It’s arguably one of the efficient lower-body workout routines on the market.
Weightlifters sometimes select this motion over
a standard barbell again squat, because it puts the most emphasis in your quads.
Similarly to common hack squats, Smith machines are nice for people
who struggle with stability in regular barbell squats as properly.
Though they do work the other muscles in your legs,
the hack squat is an effective way to train if you’re hoping to isolate
your quads. That said, if we needed to pick one, it will be the leg press machine.
A leg press machine is a worthy addition to any residence health club because it presents several benefits.
The last sort of leg press machine is the leverage leg press machine.
Doing vertical leg presses additionally just hits slightly differently on the quads and glutes, not to mention it
is straightforward on the decrease back. If you would
possibly be ever on social media and see some clown doing way
too much weight on the leg press machine for views, it’s typically this
machine. Cable machine leg presses, just like the horizontal leg press, current an interesting
wrinkle in relation to growing your lower physique.
The hack squat is a squat variation that makes use of either a
devoted machine, the hack squat machine or using a Smith Machine.
If you have accomplished a Smith Machine squat, then you are in a position to
do the hack version. You don’t want to be utterly leaning on the bar of the machine, however this
position will help you target the quads extra effectively.
If you might be restricted to dumbbells, then the goblet squat could be a sensible choice to add into your routine.
References:
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70918248
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