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Visita del vicerè Eugenio di Beauranais nel 1807 Montagnana

Le visite ufficiali di persone ragguardevoli creano da sempre, sia in ambito familiare sia in quello sociale, scompiglio e trepidazione. L’organizzazione dell’evento e la programmazione delle formalità necessitano di adeguati coordinamenti, di molteplici azioni e dell’operato di molti. L’immagine che verrà trasmessa all’eminente ospite è opportuno che sia la migliore possibile…

E … l’ accoglienza di un sovrano, in visita di passaggio, a maggior ragione, deve essere coordinata senza inesattezze!!!

Nel 1807: il territorio di Montagnana fa parte del II^ Distretto del Dipartimento del Brenta, è un comune di II^ classe ed è governato da un Podestà provvisorio e dal sindaco.
Montagnana, come il dipartimento del Brenta, fa parte del Regno d’Italia, retto da sua Altezza Imperiale il Principe Eugenio Napoleone di Francia, Vicerè d’Italia, Principe di Venezia e Arcicancelliere di Stato dell’Impero Francese.

Il giorno 4 Dicembre 1807 il podestà provvisorio di Montagnana, signor Faccchini Alberto, riceve una comunicazione dal Vice prefetto del II^ Distretto con sede ad Este: “ E’ volontà superiore che siano costantemente attivi dal giorno 7 corrente fino a nuove deliberazioni, tutti gli uffizi delle Poste cha da Mestre mettono a Milano per la via di Mantova e Cremona, di 50 cavalli da tiro e dieci da sella pel servizio sovrano”. Nella cultura attuale La Posta è l’ufficio nel quale i cittadini possono accedere a vari servizi…. duecento anni fa invece le stazioni di posta erano luoghi che davano ospitalità e ristoro ai forestieri, che custodivano i cavalli addetti al traino delle carrozze e garantivano il cambio dei cavalli alle carrozze addette al trasporto merci e passeggeri per lunghe distanze. E anche Montagnana ha la sua Stazione di posta che, penso, sia stata la costruzione e lo spazio fuori Porta Padova, subito prima del palazzo pericolante di fronte alla villa Palladiana. Oppure lo spazio interno alle mura dove ora ci sono L’arena e dei magazzini. Nei documenti si parla della strada Postale che proviene da San Fidenzio e prosegue fino a Borgo San Zeno.
Il Vicerè, Eugenio di Beauharnais, ha programmato di attraversare i territori da lui controllati e tra questi il territorio del Montagnanese. Passerà con persone al suo seguito e avrà bisogno di cavalli freschi per proseguire nel percorso. Le stazioni di posta devono provvedere…e… le aspettative della autorevole e numerosa delegazione non possono che essere soddisfatte.
A questa comunicazione seguono numerose missive di varie autorità con gli ordini o i suggerimenti agli amministratori locali e la condotta da seguire a garanzia di una corretta accoglienza.

Il giorno successivo, infatti, il Presidente della municipalità di Montagnana riceve una circolare dal direttore generale delle Poste degli stati ex Veneti, Istria e Dalmazia: “a seguito della comunicazione del ministro delle finanze i cavalli devono essere disponibili nella stazione di posta del comune per il giorno 10 in numero di 70 cioè 64 da tiro e 6 da sella. E’ un importante servizio richiesto dal podestà al quale, da questo momento, spetta la responsabilità del coordinamento delle varie procedure per la buona riuscita dell’accoglienza adeguata del Vicerè”.

Ma, per quanto breve possa essere la sosta a Montagnana, non è sufficiente la predisposizione del numero richiesto di cavalli: è opportuno che le autorità siano accolte con un cerimoniale concordato e…. solenne.

E…il giorno successivo il Vice Prefetto di Este nella lettera al Podestà provvisorio scrive: “… E’ d’uopo che le autorità tutte e li pubblici funzionari non che i ministri del culto siano pronti a rendere i dovuti omaggi ossequiosi di sudditi rispetto alla sacra sua Maestà …..”

Suggerisce in particolare che, prestando attenzione al punto in cui il vicerè sta per arrivare, alla testa dei suoi, il podestà, con i giudici di pace e con gli impiegati subalterni, si attivi per trovarsi alle porte del comune e, nel caso in cui il Vicerè lo permetta, di pronunciare parole che assicurino la fedele sudditanza all’imperatore Napoleone Bonaparte. Così pure i parroci delle Chiese davanti alle quali passeranno le autorità è importante che, con gli abiti del culto stiano davanti alla porta della loro chiesa e ordinino il suono a festa delle campane.

Per il cambio dei cavalli, le comunicazioni sono precise, così pure per le manifestazioni di rispetto e… per quanto riguarda le strade? il Sovrano dovrà percorrere strade scorrevoli e ben sistemate. Il previdente podestà provvisorio di Montagnana ordina: “ sarà cura della municipalità di estendere le cure sulla qualità delle strade rese cattive per le continue piogge” , e affida la delega ai “saggi cittadini Baricolo Antonio e Marin Facchini” i lavori di ripristino della strada di Borgo San Zeno (strada Postale) e di Borgo Alberi e mette a disposizione tutti i mezzi necessari per il completamento del lavoro.

Gli amministratori del comune e il podestà provvisorio, in questa azione di ripristino delle strade, agiscono prima dell’arrivo di un nuovo ordine da parte del Vice prefetto del II^ distretto dell’ ufficio di Este che scrive : “ la nota situazione di codeste strade , presentare potrebbe ai distinti personaggi, che percorrere le devono, il bisogno di valersi del sussidio dei Bovi. E’ quindi necessario che nell’epoca indicata del passaggio dei medesimi visitatori nei siti più disastrati sia approntato un numero sufficiente di bovi che abbia a supplire quelle esigenze che rendere possono meno incomodo il viaggio delle suddette persone”. In questo caso, gli amministratori del comune e il il podestà provvisorio hanno già provveduto e con orgoglio, possono rispondere che si reputa inutile l’ordinazione dei bovi anche perché la strada da Montagnana a Legnago è idonea a far transitare cavalli.

E finalmente, l’8 dicembre, arriva la comunicazione ufficiale da parte del direttore centrale delle poste negli stati ex veneti, Istria e Dalmazia. Allegata c’è la copia della lettera di sua Eminenza il sig. Gran Scudiere che contiene le ultime direttive per il viaggio di S.M. il Re d’Italia. Il gran Scudiere, che ha la sua sede a Zevio, chiede di “levare tutti i cavalli” dalle stazioni di posta tra Padova e Legnago e di farli passare tra Padova e Mantova per Verona in modo che da Padova a Verona, da Verona a Mantova, da Verona e Legnago e da Legnago a Mantova siano sistemati 74 cavalli per ogni stazione.
Dopo tutti questi accordi e la preparazione delle varie fasi dell’accoglienza tutto deve essere avvenuto con precisione e nel migliore dei modi: infatti, dopo questa prima visita, i passaggi nel Montagnanese del Vicerè si sono ripetuti.

Il trambusto e l’ansia per l’arrivo dell’illustre ospite fortunatamente non sono più stati così.
Per i trasferimenti successivi è stato sufficiente l’avviso del Vice Prefetto di Este.
Infatti, gli ordini per il transito previsto per i primi giorni di settembre del 1810, trasmessi dal Vice Prefetto di Este prevedono pochi compiti. Per primo è indicata la fornitura presso la stazione postale di Montagnana di 30 cavalli da tiro e da sella per sua Altezza Imperiale e il suo seguito. Il secondo incarico riguarda l’accoglienza degli ospiti presso la stazione di Posta al quale si aggiunge, pero’, la richiesta dell’acclamazione degli abitanti, al passaggio del Principe.

Anche le case dovranno essere abbellite per rendere “ più festivo il passaggio”. E…ovviamente l’incontro ufficiale, accompagnato dal suono gioioso delle campane, avverrà davanti al comune con la presenza del Podestà, del sindaco e di tutte le autorità.

E i cavalli!!! non saranno garantiti dalle altre stazioni di Posta ma saranno requisiti ad alcuni proprietari del comune…… Alle comunicazioni del settembre del 1810 è allegato un elenco di nomi : 14 proprietari di due cavalli e 10 proprietari di un solo cavallo. Animali che avranno l’onore di essere al servizio temporaneo degli illustri personaggi in delegazione ….
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