E’ una pace strana che mi invade.
Come se all’improvviso quel vulcano che tenevo dentro avesse smesso di rumoreggiare. Le esplosioni e le colate di lava fossero improvvisamente cessate. Tutto tace tranne il rumore del mare.
Quell’andirivieni incessante e calmo, come in certe sere di luna piena, mi accarezza l’anima e mi fa stare bene. Che pace.
Al mattino l’alba ha il sottofondo di una canzone, di una poesia ascoltata piano. Durante il giorno la musica diventa viva come il canto di una sirena ed io mi lascio trasportare da questa melodia che soltanto io riesco a sentire.
Come se all’improvviso il passato non facesse più paura, i brutti ricordi fossero scomparsi ed io mi rivedo come quel ragazzino felice che sono stato.
Ho voglia di correre in spiaggia e tuffarmi in acque chiare e fresche, di buttarmi nudo sulla sabbia e lasciare che mi avvolga con la sua leggerezza dorata.
Ho voglia di bere un bicchiere di vino poi un altro ed un altro ancora e ridere, ridere… e guardare la malinconia fuggire via a gambe levate come se fossi il demonio. Terrorizzata dal mio ridere. E poi si che mi farei un pianto di gioia finalmente.
Vaffanculo gli direi. Te ne sei andata finalmente.
Ridevi ogni volta che mi sbucciavo l’anima cadendo dalle altezze dove mi arrampicavo incosciente, che mi affogavo mentre ingoiavo bocconi d’amore amari e andavo a bere alle fonti di bene che mi inventavo in quei deserti aridi di certi miei giorni, di certe mie sere, di certi miei silenzi…
Quando mi vedevi raccogliere quei fiori maledetti che sono diventati invece delle magnifiche orchidee multicolori concimate con il sale delle mie lacrime ed il sangue che ho versato. Quando la pelle mi si strappava ed io speravo che fosse come quando i rettili rinascono ed invece scoprivo che morivo piano, a poco a poco, ogni giorno.
Quando mi mandavi finti cupidi a scagliarmi frecce in faccia, in testa, addosso.
Adesso rido io mentre te ne vai
Vaffanculo. Malinconia


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