Vai al contenuto

Margherita

Aveva un nome floreale ma non somigliava a un fiore.
Era bassa, tarchiata e quando parlava si esprimeva in modo rozzo, alle volte volgare.
Con lei la vita era stata avara. Margherita faceva parte di una famiglia segnata dal dolore e dalla povertà.
Suo padre era morto in un incidente sul lavoro, sua madre si arrangiava lavando e stirando panni e i suoi due fratelli erano ancora piccoli per poter lavorare e contribuire ad aiutare la famiglia.
Toccò a lei prendersi cura della casa e dei due ragazzi e questi compiti, impegnativi per chiunque, fecero di quella ragazza, una persona ruvida, scontenta, poco amabile. Ma Margherita era una giovane donna con tutte le pulsioni e i desideri della sua età. Fu facile per il bullo della zona, circuirla, farla innamorare e sedurla.
Povera Margherita! La vedemmo trasformarsi in “Donna” I suoi capelli informi diventarono ben pettinati e le sue guance si tinsero di rosa. Anche la sua bocca cambiò, oltre al rossetto sgargiante ora sorrideva di felicità. Quanto danno può fare l’amore, come può ridurre, cambiare, assoggettare chi non ha strumenti adatti per tutelarsi.?
Il cambiamento di Margherita, in alcuni suscitò stupore, in altri ilarità. C’era qualcosa di patetico in lei come una gioia dolorosa, una paura latente. Il bullo in questione,si stufò presto di lei e diradò i suoi incontri fino a sparire del tutto. Margherita si appostava per spiare il ragazzo che non la cercava più come faceva prima. Ricominciò a trascurarsi a vestirsi in modo strano ma ben presto fu evidente il suo stato di gravidanza.

Aspettava un bambino ed era sola, sola, sola.

Era ancora più sola perché nessuno aveva cura di lei.

Ma Margherita aveva una persona di riferimento, una mamma che non era la sua ma che aveva intuito la sua angoscia, la sua pena, il suo segreto.
Si rivolse a Lei, a Lei cercò aiuto e Lei non le disse di no. Non poteva abbandonarla.
La solidarietà femminile è sempre stata un fattore importante nei momenti difficili che tante donne hanno affrontato e, in quel frangente funzionò alla perfezione.
Margherita ebbe in Lei la sua migliore alleata, salirono assieme su quel pulmans che li portò in un paese a circa 30 KM, dove Margherita trovò accoglienza e lavoro.
Lì diede alla luce la sua bambina e con lei si stabilì a vivere in quella casa e con quella famiglia che l’aveva accolta e accettata come una figlia.
Margherita è mancata nel 2017 e sua figlia Pina abita ancora nella stessa casa ed è una mia cara amica.

nell’immagine: solidarietà femminile, 8 marzo, Graphomania

Pubblicato inDonne

Sii il primo a commentare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *