Questa storia è diversa. Non parla d’amore né di donne. Racconta la storia di uomo qualunque che potrebbe essere chiunque.
Un nostro vicino, un avventore del supermercato, uno sguardo che incrociamo e non ci facciamo nemmeno caso.
Nel mio solito girovagare ho incontrato un uomo che mi ha raccontato una storia ed io a modo mio ve la racconto arrogandomi il diritto, per esigenze letterarie (?) di arricchirla con mie personali forse fantasiose intuizioni.
Come se io fossi un vero scrittore e non un imbratta fogli qualunque
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STORIA DI UN UOMO QUALUNQUE
Mi sto uccidendo
A poco a poco
Come se una parte di me avesse scelto di non vivere
Ed è la parte di me che più amo
Ormai è passato un anno da quando è cominciata la discesa . All’inferno.
Un gradino alla volta.
Ed ogni volta era sempre più buio.
Poi veniva l’alba, il meriggio, il tramonto e la sera.
Quello che mi metteva più tristezza era l’imbrunire d’inverno.
Faceva buio all’improvviso per le strade e nell’anima.
Ricordo che sentivo le voci dei morti.
Il respiro affannato ed il loro rantolare, piano, soffocato.
Lo sentivo dentro, in testa, in faccia, addosso.
Chiudevo forte gli occhi e strizzavo le lacrime.
E’ stato allora che ho iniziato a coltivare quei fiori maledetti
All’inizio il loro profumo era inebriante ed i loro colori mi facevano sorridere. Poi iniziarono a bruciarmi ed a lacrimare gli occhi e dal petto uscivano dei rumori strani, come i singhiozzi di un bambino. Iniziavo a vedere volti guardarmi dal muro ma non parlavano. Allora gli chiedevo :Perché non parlate? Perché mi guardate? E perché non sorridete?
Ma non hanno mai risposto.
Adesso non sento più niente. L’odore, il profumo, il sapore.
Sento soltanto il calore come di un fuoco al petto che vorrebbe bruciare ma si spegne in fretta. Sento come un brusìo di voci lontane venirmi incontro bisbigliando parole sconnesse ed ogni voce ha un corpo d’ombra. Mani e braccia invisibili che stringono la testa e mi chiudono gli occhi.
Mi prendono e mi portano via non so dove e dopo avermi disteso spariscono.
Ecco, in quel momento da li a poco muoio.
Per una notte intera.
All’alba, lentamente, risorgo ancora.
Aspettando l’imbrunire.


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