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Un bellissimo ricordo

 

APRILE 2020: LA PASQUA DI CONTAME

Oggi penso a te e alle risate che ci saremmo fatte al telefono, come tutti gli anni.
Quanti Lunedì di Pasqua abbiamo trascorso assieme?

Noi due mai divise, mai separate, anche se lontane, sempre a cercarci per un bisogno affettivo che non si è mai affievolito.
Ci siamo beffati del tempo, l’abbiamo costretto ad assecondarci e, anche adesso che tu vivi la tua criticità e non posso raggiungerti, voglio parlare di te e me.

Sarà il mio modo di starti vicino.

Quella Pasqua lontana non la dimenticherò mai, la varicella mi aveva riempita di bolle e crosticine pruriginose e, da quella bambina pestifera che ero, sbraitavo per partecipare alla scampagnata del Lunedì dell’angelo. Niente mi consolava, la mia disperazione la urlai ai quattroventi come solo io sapevo fare e tutto il resto della famiglia stava pensando di rinunciare alla gita, ma tu trovasti come consolarmi, sapevi bene come fare.

Andasti in cameretta e prendesti la bella scatola che la tua madrina ti aveva regalato. Quanta invidia avevo provato quando avevo visto quella meraviglia! Una gallina di cioccolato con una nidiata di pulcini. Ma tu non me la lasciasti toccare, tu non eri capricciosa come me, sapevi controllarti e, con la serietà che ti apparteneva mi dicesti:-

“La mangeremo a Pasquetta quando andremo in campagna”

Ora sei d’avanti a me e mi passi la scatola, mi dici di stare buona, di non piangere, in cambio mi doni quel meraviglioso regalo.

Due bambine eravamo con 14 mesi di differenza d’età ma in quel momento, la bambina ero solo io.

Sei sempre stata Grande, forte, intelligente, la sorella che mi ha sempre aiutato con amore e comprensione.

Quel dono mi ha cambiata, mi ha reso più consapevole e meno infantile.

Potenza di un ricordo lontano, di una Pasqua di molti anni fa dove due bambine hanno sperimentato un gesto eterno e bellissimo, la capacità di donare e di ricevere in nome dell’amore reciproco.

 

Pubblicato inAmore

Un commento

  1. pierluigi del pinto pierluigi del pinto

    Non ci posso fare niente, sono partigiano: la storia che racconti la comprendo nella sua intima profondità. La osservo quotidianamente nel suo rappresentarsi. Il rapporto tra due sorelle, con una differenza età così piccola, è un rapporto per sua natura speciale. Come fossero gemelle ma con quella sfumatura per cui “la più grande” è il modello naturale cui ispirarsi ed è a sua volta accudente e materna con l’altra, la “piccolina”.
    Tenerissima.

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