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Un amore così grande

Tre mesi. Tre lunghi mesi di quarantena… Lontani. Loro che vivevano quell’ amore fatto di silenzi, di parole non dette, di sguardi rubati , di poesie scritte, strappate, impresse sulla cima di un’onda.

Loro che si nutrivano di brezza, di una carezza portata dal vento chissà da dove, coi profumi che parlavano di corpi, di pelle.

Loro che fremevano al pensiero di toccarsi, che sognavano l’attimo in cui lui avrebbe coperto il corpo di lei , annullando distanze, annientando solitudini, rievocando languori sopiti, riesumando piaceri celati.

Quanto lui l’aveva attesa! Aveva infranto con rabbia quello scoglio così nudo, così triste senza di lei.

Quanto lei lo aveva pensato! Ne immaginava la furia nel cercarla invano. Ne invocava il nome nel suo corpo senza l’abbraccio.

In quella prigionia anelava il suo tocco, le frasi che solo lui sapeva sussurrarle, i moti che solo quell’impeto produceva dentro la sua anima, i brividi sulla sua pelle.

Lontani. A struggersi di malinconia, a bere nostalgia, ubriacandosi di voglia insoddisfatta.

Tre mesi. Un tempo eterno per un amore che si ciba di Passione.

Finalmente era finita la reclusione.

Lei si era fatta bella per lui. Gli avrebbe fatto una sorpresa.

Era giunta al calare del sole. Quando di oro brillavano le onde.

Aveva tolto i tacchi e a piedi nudi era corsa ad abbracciarlo.

Lui immenso , aveva aperto le braccia nel vederla. Novanta giorni annullati dentro un bacio. Un lungo bacio di un amore mai perduto.

Son qui, mare mio, sono tornata”

Fremette l’abisso.

Il sole chiuse il sipario.

La storia della donna e del suo mare meritavano il silenzio, come ogni amore che profuma di eterno.

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