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Tu

Sei giunto a me per caso, o quasi.
Una richiesta d’amicizia, un grazie e un ciao.
Schivo, silente, mai eccessivo.
Mi hai studiata, scrutata, intuita.
E altrettanto ho fatto io, un po’ meno in silenzio,
perché io amo farmi sentire, quando ci sono.
E per te ci sono!
Ci sono quando mi mandi il buongiorno col caffè,
ci sono quando mi chiedi: ” Cosa fai? Lavori?”
Ci sono quando mi racconti di te: del tuo lavoro, del passato, dei figli…
Ci sono quando giochiamo ad incontrarci,
consapevoli che il momento non è propizio, ma che sognare fa bene.
E il sogno è avvolto da un turbinio di fantasie e di voli leggeri.
Tu inizi, io continuo, tu riprendi, io proseguo e il viaggio prende corpo.
E viaggiare con te è davvero bello perché mi rende libera.
Mi rende felice e te lo grido: “Aleee”
Tu rispondi :”Monyyy” e sono certa che entrambi sorridiamo.
E ci brillano gli occhi.
“Occhi belli mi chiami” e hai ragione perché gli occhi sono lo specchio del cuore e se loro brillano è perché il cuore è leggero.
“Ti manco?” Mi chiedi. No, non mi manchi perché sei con me, vicino a me seppur distante.
E io sono con te, proprio lì dove sta il taschino della camicia, a sinistra.
Ecco tienimi lì e lì cercami quando ti manco, quando hai bisogno di un sorriso, di un bacio di una mano da stringere e da accarezzare.
Cercami sempre, cercami ancora e non stancarti di farlo.
E non è un bisogno, ma un desiderio. Se mi cerchi perché mi desideri, sei sicuro di trovarmi.
E quando forse un giorno ci incontreremo, e potrai sentirmi, accarezzarmi, annusarmi, mordermi e assaggiarmi come tu dici,
sarà bellissimo perché ci saremo cercati, sentiti, visti, annusati, accarezzati e assaggiati lì sotto il taschino dove alberga il cuore.

nell’immagine: senza titolo di Antonio Montariello, 35×45, olio su lino, 2020

Pubblicato inPoesia

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