Augurissimi vitamia,
30 anni, incredibile, sembra ieri quando ti vidi sbucare dal grembo di mamy, sicuramente l’emozione più forte che io abbia mai provato, identica a quella per la nascita di tuo fratello, poco più di tre anni prima.
Ma ti devo delle scuse.
La mia generazione è stata molto più fortunata della tua. Tu, i tuoi coetanei ed anche quelli un po’ più grandicelli avreste meritato molto di più, state pagando le malefatte della squallida politica italiana dagli anni ottanta in poi.
Un passaggio repentino, dalla speranza ad un incubo.
A metà anni settanta, la maggior parte dei ragazzi della tua età avevano ideali nobili, chiedevano a gran voce un mondo più giusto, protezione per i più deboli, salari adeguati, più garanzie per i lavoratori, più diritti civili ed è per questo ed anche per altro che manifestavano, a volte con eccessiva irruenza, nelle strade, nelle scuole, nelle Università, nelle fabbriche.
Era la meglio gioventù.
Nella nostra città il massimo della partecipazione attiva si raggiunse alla festa dell’Unità del 1976 alla Mostra d’Oltremare, la colonna sonora era un pezzo degli Intillimani “el pueblo unido jamas serà vencido”, oggi fa ridere.
Poi improvvisamente tutto finì.
La politica nazionale, preoccupata da questa entusiasmante ondata di protesta, incominciò a comprarsi il consenso, distribuendo soldi, a semplice richiesta, a tutta la parte cosiddetta produttiva del paese, molti di questi quattrini furono il capitale sociale iniziale della criminalità organizzata.
L’individualismo prevalse sulla comunità. La mediocrità sulla competenza.
Poi arrivò lo scandalo delle mazzette di Tangentopoli, la circolazione scellerata del contante rallentò parecchio e tu e la tua generazione non avete avuto la possibilità di spartirvi quella torta.
Riprendi a danzare, credi ancora più fermamente nell’ antifascismo e nell’ amore, nelle pari opportunità e nei diritti, nella solidarietà e nella giustizia, nella scuola e nella sanità pubblica, nella ricerca e nella tecnologia, nella competenza e nella scienza, valori che alcuni centri sociali ed il mondo del volontariato hanno recuperato dal passato, avvicinati a questi, supportali.
Sopporta stoicamente le minkiate che ti propinano da mattino a sera mediocri politici che parlano alla pancia del paese, come i due Matteo e la Giorgia fascista.
Tieni duro, stai in campana, anche perché i soldi potrebbero tornare.
Adesso spettano a te, alla tua generazione ed a quella che verrà. Ce li sta promettendo l’Europa. Molti di quei mariuoli di quella kiavica di stagione politica sono ancora in campo, si stanno ringalluzzendo.
Lo possiamo vedere da vicino, sul nostro territorio, stanno salendo tutti sul carro del probabile vincitore delle prossime elezioni regionali, anche se, fino a ieri, di fede politica opposta.
Il tempo sta dalla tua parte, sii protagonista, non suddita, gioca in attacco e ti raccomando, pressing a tutto campo.
Si arrenderanno.
Io tifo per te.
Papy

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