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Tre amiche

Una sera, l’ultima prima dell’autunno.
Tre amiche, tre storie.
Complici, che si raccontano.
Davanti a una bottiglia di acqua “vera”.
E’ dentro un tagliere di affettati che si raccolgono le storie più incredibili.
Una di loro, Irene, è separata da due anni.
Nessun uomo, nessuna relazione, nessun pensiero bollente.
Casa, lavoro, figlia.
Problemi sparsi.
Eppure, accoglie sempre tutti con un sorriso.
E racconta…
Di un uomo appena conosciuto che le ha travolto la vita.
Appuntamenti, rincorse, orari mai rispettati.
“Momenti” rubati al tempo che, impavido, non fa mai sconti.
Quel sabato sera, il fato è dalla sua parte.
Sara dorme dal papà.
Casa libera. E vai!
Chiama subito Luca.
Che prende la moto e vola da Irene.
Appena una mezz’ora e sarà con lei.
Finalmente una serata tutta per loro.
Irene ha già pronta la cena.
Candele, un fiore a centrotavola.
Qualche bicchiere per brindare e poi … la notte.
Ore piacevoli, di coccole e tenerezze, difficili da scambiarsi quando il tempo è poco.
Forse non è ancora amore, ma è una traccia, il segno di un qualcosa che potrà essere.
Sogniamo amori impossibili che non accadono mai.
Ma sono proprio quei pensieri sospesi, a riaccendere la vita.
Irene, quella notte, concretizza un sogno.
E vuole viverlo, fino all’ultimo secondo.
Con il volto premuto nella spalla di lui.
Fino all’alba.
Un’alba che arriva presto.
Che termina al suono di un campanello.
Fuori, c’è Sara con una sua amica.
Entrambe ferme sul pianerottolo.
Irene non sa che fare, con
Sara che non sa nulla di Luca.
Ma deve fare qualcosa e lo deve fare in fretta.
Così torna in camera, sveglia Luca e lo trascina sul pavimento.
Lo ricopre con lenzuola e piumino.
E torna ancora da Sara.
Le apre e la rimprovera.
Non può mica farsi cogliere sul fatto!
“Ma è questa l’ora di andare in giro, alle 8 di mattina? Adesso mettetevi sul divano che io ho sonno e torno a dormire”.
Morte dal sonno, Sara e l’amica affondano sul divano.
Irene torna da Luca e lo spinge nell’armadio. Si deve rivestire.
Non c’è altra soluzione.
Aspetta, poi controlla Sara che dorme beata.
Apre la porta dell’armadio, dove Luca trattiene ancora il respiro, mentre continua a ripeterle “come sei bella”.
E, veloce più di un fulmine, lo scaraventa fuori dalla porta.
È andata.
Sara non si è accorta di nulla.
Intanto, il tagliere di affettati si e’ svuotato.
L’acqua “vera” è terminata, complice del loro ridere.
Tre amiche, tre storie.
Tre vite, raccontate tra il grottesco e l’incredibile.
Sono questo le donne.
Una ventata di genialità e passioni.
Di trasformazione e creatività.
Di verità che non si prende mai sul serio.
Forse, a volte, è solo una finzione.
Ma che sollievo potersi raccontare.
A chi non giudica.
Con la libertà di essere un po’ folli.
Per un momento o più.
Perché la vita, resta sempre e comunque, la più grande follia da vivere

Pubblicato inDonne

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