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Tempu di Passiuni

CONTAME IL TEMPO DEL CORONAVIRUS

Le storie della quarantena: Tempu di Passiuni

Venerdì Santo. Al centro del Triduo Pasquale, quello dove si cela il senso della cristianità.

Venerdì Santo. Sono le 15.00. Le tre di quel pomeriggio in cui si oscura la terra, in cui le viscere del mondo tremano, perchè muore Cristo, muore Dio, muore l’Innocenza.

Anche quando mi sono allontanata dalla Chiesa, quando le Verità le sentivo lontane, spoglie dei miei dolori, delle mie incertezze ed inquietudini, non seppi o non volli mai recidere il mio viscerale legame con il Venerdì di Passione.

Ogni anno a svegliarmi la mattina con un senso tangibile di oppressione sul cuore.

A far da sfondo il cielo, da che mi ricordo, sempre grigio, sempre imbronciato, sempre incupito dal mio stesso inconfessato dolore.

” Tempu di Passiuni”. Tre parole radicate nella mia memoria, che ho trasmesso sempre ai miei figli.

– Tempu di Passiuni- raccontava la mia nonna, mentre il profumo di pastiera si espandeva nella sua piccola casa.

Non smorzava, però, quel profumo, la tristezza di una Natura che rievocava ogni anno, l’uccisione del suo Creatore.

Nonna, perchè oggi è tutto grigio?”

Lei mi guardava e, sorridendomi, mi faceva quel catechismo che insegnava ad amare , senza formule, senza riti, senza schemi per starsene in ginocchio.

“Hanno messo in croce Gesù. La natura soffre insieme a lui. Il cielo vuole piangere. Gli uccellini non hanno voglia di volare e cantare. La Tristezza ammanta tutto col suo velo”

E io, bimba, provavo dispiacere. Chiudevo gli occhi e vedevo quelle mani profanate dai chiodi, quelle gambe piegate dalla sofferenza, quel costato da cui stillava il sangue che avrebbe nutrito la terra.

Condividevo il dolore della Natura e provavo vergogna nel volere giocare, ridere, scherzare, mentre persino il cielo voleva piangere.

Si era oscurata la terra…Poi un grido. Poi la paura che pervade tutti, persino i soldati che scappano. Resta solo…muore solo! Poi torna la luce…”

Ogni anno nonna e nipote a raccontarsi del “Tempu di Passiuni” Nonna. Nipote. Natura.

La mia nonna passò. Quel Tempo rimase negli anni. Grigio. Scuro. Arrabbiato e in attesa.

Oggi mi ha tradito.

Una bellissima giornata di sole. Stamattina, poi alle 15.00.

Affacciata alla finestra osservavo lo splendore del sole nel mio giardino… – Sta morendo Gesù!- avrei voluto urlare, dire alla natura che era ” Tempu di Passiuni”, che non poteva risplendere maestosa!

Riflettevo. Poi, come una carezza, un pensiero. Forse mio. Forse portato dal vento. Forse regalatomi da mia nonna.

” E’ Tempu di Passiuni” anche oggi. Solo che si sono invertiti i ruoli : oggi e’ l’uomo ad avere il cuore triste, grigio, pieno del dolore degli addii, carico della pioggia delle lacrime, cupo per l’incertezza del Futuro, spento come le vite bruciate dalla polmonite, dal fuoco, dal rimpianto.

Oggi e’ l’uomo a sentirsi le piaghe, le spine di una corona che trafiggono i suoi pensieri, l’abbandono e la solitudine nel combattere contro un virus che ti vuole condannato, nella consapevolezza che altri decidono tra un Barabba e un Cristo.

Mentre la Natura oggi risplende. Perchè ” U Tempu di Passiuni ” è questa speranza che inonda, questa luce che incalza, questo profumo che rigenera, nonostante io sia qui…in quarantena…dietro una finestra!

Foto di Marina Neri

Pubblicato inGenerale

Un commento

  1. PierluigiDelPinto PierluigiDelPinto

    Mi fai sempre commuovere con le tue storie, Marina.
    Con questa, mi ha spinto in un battibaleno nella mia stanzetta di piccolo e piccolissimo nella casa di mia nonna a Santa Maria degli Angeli: casa collocata sotto la Basilica nota nel mondo per essere quella che contiene la Porziuncola.
    Potevo sentire il fischio del batacchio del campanone…
    Ed io galleggiavo fra il timore e l’esaltazione.
    ne scriverò appena posso.
    Grazie Marina, continua a farci compagnia e Buona Pasqua qualsiasi cosa significhi per te.

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