La storia che sto per raccontare è nata per caso, come ognuna delle mie brevi storie.
Nel mio vagabondare in giro per la città, persone, colori e profumi attirano la mia attenzione ed mi fanno balenare immagini e pensieri che poi metto insieme come in un mosaico, per dar corpo a questi brevi racconti.
Io sono Napoletano e vedo e interpreto gli stimoli che mi giungono con il cuore del sud, e li esprimo con l’appassionato e verace linguaggio dialettale. (n.b.parlato)
Forse, pur sforzandomi di annotare i termini non comprensibili, a chi del sud non è, [per questo non me ne vogliano] , credo, che solo chi, a prescindere dal dialetto si immedesima nelle situazione che descrivo comprenderà il sentimento che voglio trasmettere.
Il fatto che ha ispirato questi pensieri è reale.
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Dopo diversi anni che non ritornavo nel mio quartiere natio, l’altro giorno come richiamato da una voce amica, ci sono tornato.
Ho rivisto i percorsi ed i luoghi che mi sono appartenuti per 27 anni, e ho rimesso piede nell’androne del palazzo che ho abitato.
Ebbene un turbinio di emozioni mi ha pervaso:
nostalgia, vecchi ricordi di fatti e persone che non ci sono più… e proprio il ricordo di una una di esse, la signora che abitava al pianterreno e la cui finestra affacciava sull’ingresso, mi ha ridestato l’immagine del suo affacciarsi la mattina (appena i figli ed il marito varcavano il portone di ingresso, per andare a scuola e a lavoro), ed il tenero saluto che rivolgeva loro, con la
classica espressione…
” Statev accort*, LA MADONNA VI ACCOMPAGNA”.
Questo ricordo mi ha riportato a mia mamma** che ogni mattina ci ripeteva la stessa benedizione.
Quando mi son ripreso dall’emozione ed ho fissato quella finestra ormai chiusa, ho avuto la consapevole certezza che la signora al pianterreno** più non c’è, ma ancora aleggiava l’amore per i figli e la benedizione per essi, che va’ aldilà del tempo… perché il suo sentimento d’amore di mamma, le impedisce di andare via per sempre.
“SOLO NA MAMMA”
di CiroNotaro
Areta* a fenesta… s’affacciava sta signora…
tutt ‘e matine, si cchiur* l’uocchjie a vec*ancora.
Che capill bianc e pezzerella,*
nun manca nu jorn*
ca nun c’è stev a vicchiarella…
e comm’a na mamma che figljie dà attenzione…
cu nu’ sorriso primm c’ascevn,*
e mannava* na benerizione.
Mo’ aret* a fenesta, ce rimast o’ pensiero e sta signora…
Chill ‘e na mamma
ca’ llassa’* e figljie sul*…
nun se rassegna ancora.
END©`iro
Note:
IL luogo é il civ. 24 del rione LUZZATTI il famoso rione descritto nei racconti dell’amica geniale, da Elena FERRANTE.
**mamma mia, é CARRESE Concetta
**la SIGNORA del pianterreno é La signora Castaldo…ma il mio pensiero va`ad ognuna delle famiglie che vi abitavano e che porto nel cuore.
Per intenderci:
areta=Dietro
Chiur=Chiudi
Vec=Vedo
Pezzerella=Minuta
Jorn=Giorno
Ascevn=Uscivano
Mannava=Mandava
Llassa’=Lasciare
Sul=Soli
Chi è CiroNOTARO:
Ex funzionario Agenzia
delle Entrate di Napoli.
Scrive per passione, per svago
e solidarietà al progetto 2019 #Legatialfilo ©`.


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