Da tempo ho intrapreso,
Ad occhi chiusi,
Un lungo viaggio sul tuo pianeta.
La tua geografia verticale,
Sottile, allungata.
Mi affanno, spesso, nel risalire
La sinuosità delle vertebre,
A stento riposo
Dove le costole allineate
Annunciano i seni.
Sono partito dai tuoi piedi,
Seguendo la rotta decisa
E tendinea delle caviglie.
Amo immergermi
Nell’oscurità rassicurante
Dei tuoi spazi.
La tendenza infinita
delle tue trigonometrie,
L’eclissi parziali del volto,
La saturazione
Dei silenzi,
Schiocchi muti,
Gesti disegnati,
Il sottofondo cartaceo
Delle lenzuola.
Ogni rumore esterno è lontano,
Come eterna è ogni lontananza.
Il passare delle auto,
Un immotivato abbaiare,
Un presente indifferente,
Un testamento senza più eredi,
In questo viaggio,
come vedi,
Dimenticammo il bagaglio.
E la sorte
Ci ha resi nudi.
Senza titolo
Pubblicato inAmore


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