Se sono felice
Se sono felice non scrivo, non scandaglio ricordi, non mi perdo in poesie e racconti.
Se sono felice VIVO!
Per carattere mi concentro molto sulle persone che mi sono care, do il massimo di attenzioni e cerco di non far mancare mai il mio sostegno.
Per scrivere ho bisogno di emozionarmi, di percepire, a livello sensoriale le mie e le altrui vibrazioni.
Sono una che guarda negli occhi, che analizza i silenzi, che scruta le posture.
Non mi fermo mai alle apparenze e dimentico con facilità chi non mi comunica nulla.
Mi fido molto dei miei sensi e li mantengo vigili e allenati. Sono selettiva e considero prezioso il mio tempo per questo non lo sciupo in conoscenze di poco conto ma, lo dedico a chi mi lascia entrare nelle sue emozioni.
Sono stati i bambini a farmi scuola, a regalarmi il loro mondo e ad accordarmi fiducia. Nei loro occhi ho imparato la diversità dei sorrisi e quella del pianto, sempre loro, così spontanei e lineari nei sentimenti, mi hanno abbracciato con amore puro e senza secondi fini. Da loro ho capito che la cattiveria è adulta, e spesso ben nascosta e gestita al bisogno.
Per questo mi piace definirmi una “ vecchia bambina “, una che scrive se deve dire qualcosa e che sa tacere quando è importante vivere per se stessa e per chi merita di avermi vicino.
La poesia è vita se contiene le nostre emozioni, se è accessibile a tutti e se tutti riescono a capirne il significato; non sopporterei di sentirmi dire che quello che scrivo è incomprensibile.


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