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Sangue e vino ( 2° parte )

La grande casa di Don Ninai è ancora immersa nell’odore aspro del vino che, uscendo dalle cantine, ha percorso i viottoli e ha raggiunto la piazza.

Il Padrone si è chiuso nel suo dolore e non vuole vedere nessuno. Sulla proprietà aleggia un aria di tragedia imminente e nessuno è in grado di dare direttive, Quello che era stato l’uomo solo al comando, ora si rifiuta di reagire, chiuso nel suo dolore, aspetta di finire i suoi giorni in uno stato di indifferenza a tutto. Inutili sono i tentativi dei contadini che lo esortano a intervenire, a dare ordini sul raccolto, niente più lo scuote e ogni giorno che passa diventa sempre meno reattivo.

Da quello stato in cui, la fragilissima Elisa era stata confinata arriva un segnale di vita.
Sa che tocca a lei, in quanto erede unica di tutto, prendere in mano la situazione. Supplica il padre di aiutarla ma lui, ormai è assente a tutto e la povera ragazza conosce la paura della sua solitudine. Di chi fidarsi? A chi chiedere aiuto, appoggio? E’ sempre stata tenuta ai margini di quella vasta proprietà e adesso capisce che a tanti fa gola.

Si fa coraggio e convoca i mezzadri, cerca di capire chi potrebbe diventare suo aiutante, chi, in un frangente simile potrebbe esserle alleato ma, lei ha scarsa esperienza e un carattere compromesso dalla mancanza d’affetto.

Elisa è una donna che ha conosciuto il disamore, le è stata negata ogni forma di socialità, ha manie di persecuzione e soffre di una patologia compulsiva che la spinge ad essere ossessionata dalla pulizia. Sa che per lei sarà un cambiamento radicale, dovrà passare da uno stato di inerzia, dove le sue priorità erano puramente di sopravvivenza, a una vita attiva e impegnata, si dovrà fare forza e diventare l’erede di nome e di fatto. Sono giorni difficili per la ragazza che è sempre vissuta all’ombra del fratello, che ha subito, continuamente, un confronto impari sul lato affettivo e sociale. Ora tocca a lei e Elisa ha paura. Nel borgo tutti sanno la sua situazione, conoscono la ragazza bella e fragile, tanti sanno che la sua giovane vita è stata segnata da quel padre autoritario e avaro d’affetto nei suoi confronti.

Inspiegabilmente tutti tifano per lei.

Elisa si ritrova in un cerchio affettuoso, viene salutata con simpatia e in tanti si offrono di aiutarla. Si offre anche un corpulento giovane insegnante, compagno e amico di suo fratello: Orlando.

Ora Elisa è più serena, spera di farcela e Orlando le è sempre vicino. E’ lui che si occupa di trattare con i mezzadri, stabisce nuovi accordi e regole, tratta le vendite delle produzioni agricole e, alla fine si stabilisce nella grande casa. Orlando la chiede in moglie e quando il vecchio Don Ninai viene a saperlo si rifiuta di conoscerlo. Non vuole sentire ne’ sapere nulla. La fiducia di Elisa è totale, come la furbizia di Orlando. Ci mette poco a impossessarsi del patrimonio, spende e spande da padrone e quella moglie così ingenua è perfetta per diventare la sua vittima.

Intanto Elisa cerca di motivare il padre, comincia a capire in che guaio si è cacciata e dopo l’ennesima firma pretesa da Orlando per poter pagare i suoi debiti di gioco, va dal padre e le racconta tutto. A lui che non l’ha mai ascoltata, mai abbracciata, capita, amata, apre la sua anima. Lo supplica di aiutarla, di proteggerla come farebbe ogni padre.

Il vecchio l’ascolta, per la prima volta non la manda via, la guarda come non l’ha mai guardata e poi la rassicura; ci penserà lui a sistemare tutto. Elisa non sa come, non capisce in che modo quell’uomo che a lasciato perdere tutto potrà aiutarla ma sa che le rimane solo lui, suo padre e deve credere in lui, vuole crederci.

Don Ninai esce dalla sua stanza dopo mesi di isolamento, si reca nelle stalle e si fa sellare il cavallo poi monta in sella e si avvia verso il paese. Quando torna è già sera. Orlando lo vede arrivare e si rabbuia. Il vecchio, come lo chiama lui, gli sembra diverso, meno passivo e questo non gli piace. Quando giorni dopo il notaio lo convoca nel suo studio, Orlando capisce che qualcosa non va. Dal notaio apprende che Elisa non avrà più accesso al patrimonio paterno e che ogni proprietà è vincolata al capostipite. Ora Orlando freme di rabbia e di paura. I debitori lo assillano, così pure qualche amante. Don Ninai, intanto, ha protetto sua figlia, l’ha mandata lontano da parenti fidati, ora è a casa pronto a sfidare la rabbia del genero. E’ consapevole del rischio che corre ma lui ha già perso quello a cui teneva tanto e non ha nulla da perdere, ormai. Quando Orlando irrompe nella stanza imprecando e minacciando, il vecchio ha già il suo fucile da caccia ben puntato. Lo centra in pieno petto, lo guarda mentre stramazza a terra poi, con calma, si siede.

E’ tornato il padrone del feudo solo per difendere la figlia che non aveva mai considerato.

Ora può andarsene, ha fatto quello che ha potuto.

nell’immagine: antica villa siciliana a Scifazzo, in provincia di Ragusa

 

Pubblicato inGenerale

Un commento

  1. Armando Felice Nocera Armando Felice Nocera

    Ha fatto come farebbe ogni padre. Poche carezze è vero, ma alla fine l’ha protetta.

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