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The tragedy of Macbeth

LA FRASE
“Spegniti, spegniti breve candela! La vita non è che un’ombra vagante, un povero attore che avanza tronfio e smania la sua ora sul palco, e poi non se ne sa più nulla. È un racconto fatto da un idiota, pieno di grida e furia, che non significa niente.”
CHI LO HA DIRETTO
Joel Coen, la metà del sodalizio di fratelli più famoso del cinema, che “non avrebbe mai visto la luce se fosse stato per Ethan”. Seguendo le orme di Orson Welles, il primo regista a fare della tragedia di Shakespeare una trasposizione cinematografica, Joel Coen ha usato un sontuoso bianco e nero in un formato 4:3, si è avvalso di Bruno Delbonnel alla fotografia e della capacità tecnica della casa di produzione indipendente A24.
DI COSA PARLA
Macbeth di ritorno da una battaglia incontra tre streghe che gli predicono che diventerà Re di Scozia. Tornato al castello confida questa premonizione alla moglie che lo spinge ad uccidere subito Duncan, il re. Inizia con questo atto sanguinario la discesa agli inferi mentali di Macbeth, tra rimorsi e deliri di onnipotenza, apparizioni di fantasmi e di streghe fino alla sua morte per mano del nobile Macduff. Coen ha condensato il dramma di Shakespeare in 105 minuti ambientati in quadri essenziali, minimalisti sui quali si stagliano i personaggi che declamano i versi, in inglese antico, che compongono la tragedia.
COSA NE PENSO
Un film impegnativo per lo spettatore stretto tra la voglia di comprendere a pieno il testo, lo spiazzamento operato dalla scenografia e le continue citazioni della storia del cinema da Murnau a Bergman. Le luci, le inquadrature, i primi piani esaltano la recitazione di tutti gli attori, bravissimi, a partire da Denzel Washington a Frances Mc Dormand, straordinaria nei suoi monologhi fino a Kathryn Hunter, una veterana del teatro fisico che dà corpo snodabile e viso luciferino alle tre streghe.
E’ un’opera a metà strada tra il teatro e il cinema, senza alcun richiamo all’attualità, in cui prevale la cerebralità sostenuta da una cifra estetica di assoluto valore.
Da vedere, su Apple Tv
Pier, 1.2022