LA FRASE
“Chi sei tu esattamente? E io…Io chi sono?”
CHI LO HA DIRETTO
Florian Zeller, classe 1979 al suo esordio alla regia e autore della pièce teatrale Il padre, Premio Moliere nel 2014, da cui è tratta la sceneggiatura del film, per la quale ha vinto il Premio Oscar. Le sue opere teatrali sono andate in scena in 35 paesi: in Italia “Il Padre” allestito al Teatro Verdi di Pisa ha avuto 220 repliche in tre stagioni.
DI CHE PARLA
Il Padre, un mitico Anthony Hopkins, è affetto da demenza senile che progressivamente lo fa cadere in un perenne oblio: confonde i ricordi, le persone, i luoghi, il presente con il passato. Indicativo è che non riesca mai trovare il suo orologio: la nozione del Tempo è smarrita.
Non sarebbe il primo film che tocca l’argomento demenza senile o Alzheimer, la geniale novità di questo sta nel punto di vista narrativo. Noi vediamo ciò che il Padre vede e quindi sente, ascolta, valuta in una narrazione frammentata dentro la quale, in un’atmosfera quasi da thriller, affiorano ricordi e pensieri.
COSA NE PENSO
E’ un capolavoro. La maestria di Olivia Colman (la figlia) le fa reggere il confronto con la straordinaria prestazione attoriale di Anthony Hopkins, 83 anni, che è da antologia: il suo corpo disegna tute le diverse emozioni che attraversano il protagonista, travolto dalla confusione, aggrappato ad un senso di orgogliosa autonomia che lo fa litigare con tutte le badanti e con la figlia, ma che è preso da improvvise e travolgenti sferzate goliardiche che lo portano a ballare il tip tap. Bravo e geniale Zeller che non allenta per un secondo la presa sullo spettatore, nonostante la fissità della location e la ripetizione ossessiva di alcuni dialoghi.
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Pier, 1.2022

