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Spiriti dell’isola

LA FRASE Colm: “Non c’è spazio nella mia vita per la noia”.

CHI LO HA DIRETTO Martin Mc Donagh, Londra 1970, già premiato come miglior commediografo emergente ed acclamato autore di opere teatrali, che ha scritto e diretto cinque film: Six Shooter (2004) Premio Oscar per il miglior corto, In Bruges (2008), 7 psicopatici (2012), Tre Manifesti a Ebbing, Missouri e The Banshees of Inisherin (2022) uscito in Italia come Gli spiriti dell’isola.

DI CHE PARLA In un’isola poco abitata dell’Irlanda si consuma una tragedia di impronta shakespeariana. Siamo nel 1923 durante le ultime battute della guerra civile irlandese e la “guerra” nell’isola è combattuta da due uomini, prima legati da un rapporto di amicizia, che viene improvvisamente e definitivamente rotto dal più inquieto, solitario e angosciato dei due, senza che l’altro ne riesca a comprendere minimamente le ragioni.

COSA NE PENSO L’isola è uno dei personaggi centrali del dramma. A lei sono dedicati i piani sequenza di una malinconica e struggente bellezza, con i suoi quadrati verdi tutti uguali, con i suoi viottoli diritti, altrettanto  uguali e separati da muri a secco, con le poche case disperse ai fianchi della montagna a sottolineare la lontananza degli animi e la separazione dei cuori. Mc Donagh si serve di una fotografia e di una recitazione, di tutti e quattro gli attori in scena, strepitose, per catturare l’attenzione dello spettatore che poi corteggia e ammalia con una dose massiccia di humour nero anglosassone intervallato da citazioni dal Macbeth, ma che poi  sbatte di fronte ai temi propri dell’esistenza: il senso della vita, il rapporto con l’altro, i possibili abissi dell’animo umano. E allora siamo tutti in trappola.

da vedere assolutamente, al cinema, Pier, 2/2023.