LA FRASE “Dicono che tutto è scritto e non si può cambiare niente. Sono Momò e sono orfano e voglio cambiare tutto.”
CHI LO HA SCRITTO Romain Gary pubblicò il libro nel 1975 con il nome di Emile Ajar. Ebbe un immediato successo di pubblico e vinse il prestigioso Premio Goncourt. La critica salutò con toni trionfalistici il suo autore, sconosciuto: la stessa critica che aveva decretato, solo poco prima, la crisi irreversibile di Gary già vincitore del premio Goncourt per “le Radici del cielo” nel 1956 e autore, tra gli altri, di “La promessa dell’alba” (1960), l’Educazione Europea (1944). Gary è lo pseudonimo del lituano Roman Kacev, classe 1914, morto suicida nel 1980. Dal libro è stato tratto nel 2020 un film non all’altezza del libro, sebbene ottimamente interpretato da Sophia Loren.
DI COSA PARLA. Il romanzo è ambientato a Belleville, nella periferia parigina, abitata in stragrande maggioranza da immigrati e popolata da figure iconiche: prostitute, magnaccia, travestiti, persone che si arrangiano per sbarcare il lunario. In questo milieu cresce Momò, approssimativamente di dieci anni di età, orfano e preso in custodia da Madame Rose, ex prostituta e sfuggita per miracolo alla morte ad Auschwitz, che vive ospitando figli di genitori raramente conosciuti. Il libro è il racconto autobiografico, immaginifico e poetico, di Momò, scritto nel modo nel quale come potrebbe scriverlo un bambino di quella età di origini arabe, che vive e parla di un’integrazione culturale, linguistica ed esperienziale straordinaria e del profondissimo rapporto di amore costruito nel tempo con Madame Rosa. Una narrazione fluida, fatta di tantissimi episodi, che trascina il lettore fino all’ultimo rigo dell’ultima pagina.
COSA NE PENSO Bellissimo. Lo farei leggere nelle scuole e discutere nelle classi perché è la più viva e poetica espressione di una umanità senza confini e diversità, attraversata da una gamma variopinta di emozioni e miracolata da gesti e comportamenti solidali e amorevoli, che lasciano il lettore davvero “in uno stato di grazia”.
Pier, 3.2022

