LA FRASE
“È gente che alla testa sua gli chiede soltanto di fargli il piacere di starsene sopra le spalle per appoggiarci il cappello quando arriva qualche parente in vista.”
CHI L’HA DIRETTO
Ascanio Celestini è nato e cresciuto a Roma; figlio di un restauratore di mobili del Quadraro, e di una parrucchiera, di Torpignattara, trascorre la sua gioventù nel quartiere periferico di Casal Morena. Dopo gli studi universitari si avvicina al teatro collaborando, in veste di attore, ad alcuni spettacoli del Teatro Agricolo. Ascanio Celestini si dichiara esplicitamente ateo e promuove l’ateismo come posizione filosofica sul tema della religione.
DI COSA PARLA
È la storia di Nicola, che per 35 anni ha vissuto in manicomio, a contatto con coloro che lui preferisce chiamare “santi” invece che matti. Ripercorrendo la storia del protagonista sin da bambino, il film mostra uno spaccato della condizione di vita dei malati mentali in Italia, a partire dai “favolosi” anni Sessanta, fino a giungere ai giorni nostri, nei quali il mondo interno dell’Istituto nel quale vive Nicola non è poi così diverso da quello all’esterno.
COSA NE PENSO
La Diversità esiste. Esiste quella di Pasolini. Esiste quella di Fassbinder, quella dei personaggi di Werner Herzog, quella di Cronenberg. E c’è quella di Ascanio Celestini, un’altra Diversità con la D maiuscola. Diversità tenera e allo stesso tempo sulfurea, che prende avvio dall’infanzia, in un quadro familiare disastrato. Padri prepotenti e madri assenti. Maschi arroganti, violenti, assassini, e madri completamente schiacciate. Nemmeno le nonne, nate, cresciute e rimaste vecchie, possono salvare nessuno. La pecora nera è un film che fa male: s’inizia con un pizzico di fiducia. Ci si illude che la battuta, la parola di Ascanio Celestini, sia riuscita ad aprire un varco nella pazzia del suo personaggio. Invece più si va avanti nella vicenda, più tutto si sgretola. Nicola non lavora nel manicomio. Nicola è rinchiuso nel manicomio. Nessuna redenzione. Nessuna catarsi. Solo il silenzio.
Da vedere, su Raiplay.
Ernesto 2/2022

