LA FRASE
“Non erano persone moderne né mio padre né mia madre. Erano figli di un’altra epoca”
CHI LO HA SCRITTO
Magda Szabo, ungherese, morta a 90 anni nel 2017, insegnante e poetessa ma è soprattutto come scrittrice che ha conquistato fama internazionale: è la scrittrice ungherese più tradotta nel mondo. Il suo romanzo più famoso “La porta” ha vinto numerosi premi ed è stato portato nel grande schermo nel 2010.
DI COSA PARLA
Iza è la figlia di Etelka e Vince i quali abitano in una cittadina della provincia ungherese, dove è nata Iza e dove, per qualche tempo, ha abitato fino alla separazione con il marito Antan. Lei, figlia unica, è una accreditata dottoressa che si è trasferita a Budapest per svolgere la sua professione, che le ha conquistato stima e rispetto tra pazienti e colleghi. Alla morte di Vince, Iza convince Etelka a trasferirsi a Budapest, in una casa moderna ed attrezzata, con lei. La “vecchia” – così verrà chiamata per tutto il libro – accetta, ma da quel momento si troverà soffocata in un quotidiano organizzato nei minimi dettagli dalla figlia, che la congela in una non-vita, finché approfitta della inaugurazione di una lapide per il marito per tornare al paese. E ribellarsi.
COSA NE PENSO
La Szabo con consumata abilità guida il lettore nella vita di Iza: ne scopre il perfezionismo esasperato e l‘assoluta freddezza d’animo nonostante svolga la professione medica con ottimi risultati. Il rapporto tra le due donne, il loro conflitto generazionale, lo scontro tra modernità e arretratezza celano il nucleo vero del libro. A condurci in questa progressiva scoperta sarà il personaggio di Antan e i suoi dialoghi con lei: Iza organizza e programma nei dettagli la vita delle persone cha ha accanto, non tenendo in conto dei loro veri bisogni, della loro umanità. Iza non ha amore da dare e, quindi, non ne riceverà. E’un libro che ti entra dentro, fatto di dialoghi e monologhi potentissimi, che risuona con le esperienze della tua vita e ti lascia senza fiato. Bellissimo.
Pier, 1. 2022

