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Il mare non bagna Napoli

LA FRASE „Come tutte le mostruosità, Napoli non aveva alcun effetto su persone scarsamente umane, e i suoi smisurati incanti non potevano lasciare traccia su un cuore freddo“
CHI LO HA SCRITTO. Anna Maria Ortese nata a Roma nel 1914 si stabilisce nel 1928 a Napoli. Autodidatta ha pubblicato racconti, poesie, saggi e sei romanzi. La morte dei genitori la costringe a girovagare per l’Italia (Pietro Citati, suo estimatore, la definirà “zingara sognante”) accompagnata dalla sorella Maria con la quale convive. Tra il 1945 e il 1950 collabora con la rivista Sud, un cenacolo di intellettuali napoletani con i quali aprirà una feroce polemica nel racconto “Il silenzio della ragione” che conclude il libro, pubblicato per la prima volta nel 1953, e che determinerà la rottura di ogni legame con loro e l’abbandono della città.

DI COSA PARLA Il libro si compone di cinque racconti scritti con intensità e trasporto assoluto. Il suo scrivere, come dirà un critico, “gronda il sangue dei vinti, dei piccoli, dei senza voce” protagonisti del libro, sempre oscillanti tra miseria, abiezione e slanci di umanità e di generosa solidarietà. E nell’ultimo racconto chiama a coerenza gli intellettuali di sinistra che favoleggiano di un riscatto ipotetico meridionale ma che sono fisicamente, intellettualmente e politicamente distanti dalla Napoli “vera” uscita dal dopoguerra in una situazione di indigenza e di abbruttimento fisico e morale e che in tale stato permane all’alba degli anni cinquanta.

COSA NE PENSO Ho ammirato la scrittura della Ortese e lo sguardo impietoso e amorevole con il quale descrive quella Napoli che vive sui cartoni e nelle “grotte” scavate in palazzi fatiscenti, senza servizi di alcun genere e che non è bagnata dal mare che, all’opposto, fronteggia le case dei ricchi del lungomare. Ho conosciuto pezzi di quella stessa Napoli ancora a metà degli anni settanta ed è per questo che ho amato questo libro e mi sono commosso più volte leggendolo, consapevole della verità della sua amarissima denuncia.

Da ascoltare in audiolibro letto da Iaia Forte.

Pier, 3.2022