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Doppio sogno

LA FRASE
“E nessun sogno è interamente sogno”
DI COSA PARLA
Vienna. Inizio ‘900. Una coppia borghese affronta il tema del tradimento in una coppia felicemente sposata e sessualmente appagata. Lei, dopo una festa durante la quale entrambi sono stati corteggiati, racconta a Lui il sogno di un episodio avvenuto un anno prima. Un giovane sconosciuto aveva ingaggiato con Lei un gioco di sguardi ed al quale Lei si sarebbe data subito, se solo si fosse creata l’occasione. Spinto da questa confessione, Lui si intrufola, nella notte, in una villa dove donne bellissime, con indosso solo una maschera sugli occhi, sfilano davanti a uomini in mantello, anch’essi mascherati. Scoperto, rischia la vita ma una sconosciuta lo salva e si immola per lui. Tornato, stravolto, a casa trova sul suo cuscino la maschera che lui ha indossato nella notte. E‘ stato solo un sogno? I due coniugi, stremati dalle loro avventure sognate o vissute, si riconciliano ammettendo, però, che il loro “futuro non si può ipotecare”.
CHI LO HA SCRITTO
Arthur Schnitzler, classe 1862, è uno scrittore austriaco che mette al centro lo stato psicologico e i turbamenti interiori dei suoi personaggi, in maniera così eccelsa da meritarsi la stima di Freud, suo connazionale e contemporaneo e di lasciarci opere assolutamente moderne e attuali.
COSA NE PENSO
Ero solo un ragazzo quando lessi questo racconto ed alle prese con lo stesso tema del libro: la liceità o meno della trasgressione sessuale desiderata o vissuta. Quella lettura mi travolse e mi condusse verso la psicologia che divenne, da allora, una mia passione accanto a quella della trasgressione erotica della cui liceità mi continuai ad interrogare. A dare consistenza visiva al materiale onirico imprigionato nelle righe scritte da Schnitzler fu, nel 1999, Stanley Kubrick che con l’ultimo film della sua vita, Eyes Wide Shut, realizzò un modello sublime di trasposizione dalla letteratura al cinema, che nel rigoroso rispetto del testo, rende l’opera smagliante ed indimenticabile.
Pier, 12.21