LA FRASE
“A me qua mi vogliono tutti bene nel quartiere.”
Marcello, nel film
“Noi siamo quello che scegliamo. Nella vita.”
Marcello Fonte, intervista Rai
CHI L’HA DIRETTO
Matteo Garrone nasce a Roma nel 1968, in un ambiente familiare particolarmente stimolante: il padre è un critico teatrale, la madre una fotografa. Durante la scuola Matteo pratica con successo il tennis. Si diploma al Liceo Artistico e lavora per qualche anno come aiuto operatore. Infine si dedica a tempo pieno alla pittura.
La sua particolare tecnica di rappresentazione pittorica si fa preponderante a metà degli anni Novanta: nel 1996 vince il Festival Sacher organizzato da Moretti con il cortometraggio Silhouette. È l’inizio del suo successo.
DI CHE PARLA
Ispirato alla vicenda del “canaro della Magliana”, Dogman racconta la piccola vita di Marcello (Marcello Fonte, straziante: il volto ricorda la mimica allucinata di Flavio Bucci), che ha un negozio di toelettatura per cani, una figlia di dieci anni con la quale condivide la passione per le immersioni, un appartamento dove divide la cena con il suo cane, e molti amici nel quartiere.
COSA NE PENSO
“Di una bellezza agghiacciante” è la definizione del mio Socio che da mesi insiste perché veda il film. Ha ragione. Dogman è un film che azzanna, trasfigurando il degrado e l’orrore in bellezza disperata.
È un film perfetto, quasi geometrico: perfetta la scelta delle facce, perfetta la location desolata a Villaggio Coppola, perfetta la fotografia di Nicolaj Bruel, perfetta l’interpretazione di Marcello Fonte nei panni del “canaro”, vincitore della Palma d’oro a Cannes come miglior attore.
Siamo alla fine del mondo, come in una inquadratura di Ciprì e Maresco, dove i personaggi sono relitti sulle macerie di una civiltà abbandonata, seguiti e scovati dalla telecamera in apocalittiche inquadrature virate in blu.
Da vedere assolutamente. Su Raiplay.
Ernesto, 12.21

