Vai al contenuto

Quando il mito diventa amore

Nel suo braccio
Acciaio c’è,
Nero è il suo mantello,
Mentre il cuore bianco è
Sigla di Capitan Harlock

Mi piace molto l’ironia di Franco, scrittore del Blog.
Descrive con geniale linguaggio situazioni apparentemente paradossali, che provocano una sonora risata, ma nelle quali tutti amaramente ci riconosciamo.
Dal maledetto pezzo di broccolo incastrato tra i denti, che non ne vuole proprio sapere di staccarsi, al salto olimpionico dalle scale dell’asilo, quale atto di eroismo in onore del suo idolo d’infanzia: Goldrake.

In particolare, in questo racconto, la spannung ha segnato una linea di demarcazione tra l’umorismo della descrizione dell’amore per Actarus e la nota nostalgica per la fine di un mito.

Riflettendo, non credo personalmente di aver idealizzato qualcuno, da bambina.
Piuttosto, a volte mi sono innamorata, anch’io di personaggi dei cartoni o dei film. E non so se questo possa essere equiparato ad un mito di gioventù, per abnegazione. Sicuramente ha influito sui modelli antropologici a cui guardavo.

Penso a cosa mi muoveva dentro Capitan Harlock, pirata dello spazio, con il suo sfregio e la benda nera.
Oggi mi chiedo come potessi trovare fascino in un personaggio animato, ma si sa che la bellezza è strettamente ancorata alla personalità, e lui rifuggiva ogni imposizione.
E poi i cartoni giapponesi erano impregnati di sfrenato idealismo.

E Poldark? In quella vecchia versione del 78 per cui, non ancora adolescente, sognavo un uomo come lui: affascinante, schivo, affettuoso al momento giusto ma duro se era necessario. Uno insomma che ti faceva proprio perdere la testa, direi irraggiungibile.

E mi vengono in mente, poi, le eroine dei romanzi ottocenteschi, quando fui un po’ più grande, a riempiere le mie giornate estive: da Emma Bovary a Manon Lescaut ad Anna Karenina.
Tragiche figure di donne, per le quali tifavo sempre, ma puntualmente morivano di stenti o di dolore, lasciandomi sognante e affranta per un amore a lieto fine che non arrivava mai.

Indubbiamente senza di loro non sarei quella che sono, ma prima o poi si deve cambiare rotta.

Oggi i libri e i film mi fanno ancora molta compagnia ma non credo che nessun Supereroe uscirà dalle pagine o dallo schermo.
La “grandezza” dell’uomo forte, giusto, e solo ogni tanto tenero quanto basta, si è rivelata presto fasulla. Come d’altra parte, non credo più che quelle donne di cui leggevo fossero solo frutto della fantasia di uno scrittore.

Pubblicato inGenerale

Un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *