Contavo i lampioni e pure i secondi che mi separavano da te
In quella mattina un po’ grigia
Eri quella con il passo ciondolante, la borsa a tracolla e mi cercavi tra la gente.
Ti muovevi tra i tavolini, qualcuno ti guardava non sfuggiva il tuo incedere.
Poi mi vedi, fai un gesto con la mano, ti avvicini. Sento quell’odore che hai , mi è entrato nelle narici, sai di borotalco, di cipria. Ho sempre pensato al tuo bagno, prima dei nostri incontri. Riempi la vasca con l’acqua calda e ti immergi in quel vapore profumato. Passi la spugna su tutti i punti, precisa e poi con una mossa veloce esci dall’acqua. Ti avvolgi nell’accappatoio tiepido e ti asciughi bene. Così nuda ti spalmi la crema, insistendo sui punti critici. Poi corri a vestirti, sei in ritardo e mi immagini, lì al tavolino del bar che controllo l’ora, tamburello con le dita e dico no al cameriere che prende le ordinazioni.
Ecco, ora sei qui la mia nuvola candida, il mio fiore di cotone profumato tra le mie mani. Un sorriso tra quei tanti capelli che mi cascano sul viso, mentre mi baci cosi.
Profumo
Pubblicato inAmore


Sii il primo a commentare