A quindici anni mi piacevano i maglioni di papà, di lana di tre taglie più grandi della mia, di colore bordeaux o blu notte. Mi stavano grandi, naturalmente, informi.
Ma erano il mito di noi ragazze, allora. Come i polacchini di camoscio beige o blu navy , praticamente divenuti introvabili dopo le razzie nei negozi di centinaia di ragazze modaiole. Io impazzivo anche per le camicie azzurre di mio padre e in primavera sopra indossavo una giacca impermeabile, entrata nei miti anni settanta.E la borsa? Naturalmente una tracolla di cuoio che doveva contenere l’occorrente per una ragazza fuori a passeggio. Ci specchiavamo con gli occhi appena ombreggiati di ombretto, un filo di mascara ed eravamo già bellissime.Non c’era niente di firmato, non cercavamo abiti degli stilisti , a quindici anni bastava un maglione di papà largo e avvolgente, con dentro un po’ del suo profumo e poi scarpette di camoscio per volare nel mondo e una borsa grande per contenere sogni, tanti.
Pret a porter
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