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Perché? E quando? Non disarmati…

È una curiosa creatura il passato
E a guardarlo in viso
Si può approdare all’estasi
O alla disperazione.

Se qualcuno l’incontra disarmato,
Presto, gli grido, fuggi!
Quelle sue munizioni arrugginite
Possono ancora uccidere!

Emily Dickinson

Chissà perché le persone vogliono sempre liberarsi di tutto. Di cose, persone e ricordi.
Fuggire è indubbiamente liberatorio, ma per quanto tempo?
Quando cominceranno a chiedersi dove è finita quella bambola, con cui giocavano da piccoli, che tanto era cara, o che fine ha fatto quell’amico che sapeva ascoltare, o quel genitore che infastidiva ma sapeva interpretare il mondo?
Quando capiranno che non sono niente senza il loro passato?
Molte teorie, della psiche e dell’anima, invitano a buttare: un atto purificatore, che spazza via ciò e chi è vecchio, inutile, spiacevole. Ciò che ingombra, fa polvere. Quello che confonde la mente perché troppo doloroso.

Ma io mi chiedo quale sia la sporcizia. Il passato o il presente?
Chi mi sta attorno ha solo voglia del “nuovo”. Crede nella continua possibilità di una “rinnovata vita”, quella che porterà la “felicità”, che permetterà di “ricominciare da capo”, di non soffrire più e di dimenticare.

C’era una volta…

Sì, sembra una fiaba, quella che ci raccontiamo nei momenti più tristi, quando tutto ciò che eravamo ci manca immensamente, ma ciononostante preferiamo continuare a “voltare pagina”.
Fino ad annullarci, a non saperci riconoscere, a provare ebbrezza per questo novello stato, alcolico e stupefacente, che ci evita spiacevoli interrogativi su ciò che siamo stati e saremo.

Forse, possiamo affrontare il passato. Certo, non disarmati…

Pubblicato inSogni

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