Vai al contenuto

Pensieri e rumori

CONTAME IL TEMPO DEL CORONAVIRUS

Ed era mentre cucinava che ascoltava il silenzio che gli cadeva addosso.

Un mantello di silenzio innaturale, come quello che accompagna la neve quando il cielo decide di cancellare i colori sbiaditi della terra.
Si trovò a rimpiangere le grida, prima considerate odiose, dei bambini al tavolo vicino al ristorante.
Le urla dell’imbonitore al mercato.
Gli mancava l’incontro con l’anziana signora che ripeteva sempre le stesse cose, e si augurava di risentirle altre 10, 100, 1000 volte ancora, e di più.
E quell’amico che parlando lo toccava continuamente come a chiedere una sua maggiore attenzione.
Il contatto. Questo gli mancava di più. Il contatto con la vita vera.

Quella fatta di rumori fuori che aveva, invece lasciato il posto a quella di soli rumori dentro.
Che sono i più forti, assordanti. Quelli che preferisci siano sommersi dai rumori fuori.
Questa vita non vita, questo esistere in sospensione avrebbe avuto un senso solo se avesse tolto la catena al coraggio.

Il coraggio che serve per cambiarla questa vita, di traguardare nuovi obiettivi, di illuminare il proprio cammino con luci reali e non più artificiali.

Sperava che anche il mondo potesse cambiare, che agli sciacalli della finanza venisse finalmente data la caverna che meritavano, che l’Europa venisse rivoltata come un calzino e si realizzasse davvero l’unità dei popoli europei sui diritti fondamentali dei bambini, delle donne e degli uomini. Dove il denaro avesse per tutti lo stesso valore. Solo così si sarebbe avuto, dall’infame. un vero contributo “positivo”. I tanti morti soli senza le carezze dei propri cari sarebbero così eroi morti sul campo di battaglia.

San Francesco non abitava più qui, e dovrebbe tornare, nel suo spirito.

Una Europa francescana, l’alternativa sarebbe la frammentazione in un fuggi fuggi verso Stati Uniti, Cina e Russia secondo gli interessi di ognuno.

Decise di non pensarci più.

Era ormai disincantato, sapeva che sarebbe finita anche stavolta a tarallucci e vino : una battuta di petto della grande finanza con elargizioni a pioggia del più grande anestetico di massa : il danaro.

Per poi tornare più proterva e baldanzosa di prima a farla da padrona.

Per questo l’ultima speranza era il Corona : ci liberasse dei Soros , Rockefeller e company.
E penso’ che i cinesi, da sempre sotto dittatura, non sono più ordinati e responsabili di noi : non conoscono la libertà e la democrazia.

Per questo è normale, per loro, obbedire e fare quello che gli chiedono.

Noi che siamo anche troppo liberi se stiamo chiusi in casa è un risultato di gran lunga superiore.

Il Governo quale deterrente ha scelto le pene in danaro. Niente di più sbagliato…. Perché rientra nella vecchia cultura della centralità dei soldi.

A suo avviso, invece, avrebbe dovuto dare un segnale diverso : chi fosse stato trovato in strada senza motivo avrebbe dovuto lavorare in un ospedale per 10 giorni.

Senza possibilità di fare il furbetto, prelevati a casa dalle forze dell’ordine, con le dotazioni ospedaliere, portati in servizio in ospedale. Come i militari. Niente di più.

E spense la macchinetta del caffè, il brontolio lo riportò al silenzio innaturale.

nell’immagine: Senza titolo, olio su tela, di Antonio Montariello

Pubblicato inGenerale

Sii il primo a commentare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *