APRILE 2020: LA PASQUA DI CONTAME
“Pasqua con chi vuoi” è un vecchio detto che portava milioni di italiani in giro per il mondo a cercare emozioni e sensazioni nuove. Oggi possiamo farlo con il cuore e con la fantasia, ma rimanendo a casa, condividendo a distanza le festività pasquali con i nostri cari, magari immaginando di scoprire insieme angoli nell’universo lontani.
La Pasqua è sempre stato un momento di gioia trascorso all’aria aperta per festeggiare la Primavera con le prime rondini alla ricerca dei nidi lasciati l’anno prima e le piante con i fiori sbocciati. Per i credenti, tutto questo rappresenta l’apoteosi della vita ritrovata in Cristo Redentore, per chi invece ha fede nell’Uomo, la possibilità di ritornare a vivere attraverso la ricerca e l’impegno quotidiano di donne e di uomini.
Quella di quest’anno è una Pasqua diversa: pochi i momenti di gioia, molti quelli drammatici, preceduta da una Quaresima di lotta contro l’epidemia e contro la morte.
In questi quaranta lunghi giorni in tanti abbiamo dato voce a pensieri e sentimenti, utili a sentirci tutti coinvolti nella medesima prova.
La speranza di vita che ci accomuna ci vede, infatti, tutti impegnati a superare questa terribile situazione per cercare di guardare con ottimismo al futuro.
Ecco perché, in questa Pasqua, vorrei limitarmi a fare i miei auguri, senza scrivere niente altro di più: mi riferisco a quegli auguri che normalmente vi avrei – ci saremmo – rivolti reciprocamente per strada, nel vociare delle piazze, per le vie, per le scale dei condomini, oppure alla fine delle Messe, di fronte ai sagrati delle chiese.
Allora adesso ne faccio alcuni, sapendo per certo di dimenticarne altri.
Semmai, continuerete voi…
Auguro ai malati di guarire.
Auguro ai medici e agli infermieri di farcela e, presto, di potersi riposare.
Auguro a chi ha avuto lutti in famiglia o in comunità di poter presto celebrare degnamente il loro ricordo.
Auguro alle famiglie di uscire dalla quarantena più unite di prima.
Auguro ai responsabili delle Istituzioni di riconoscere quanto han fatto insieme, e di non dividersi in polemiche sterili.
Auguro ai sacerdoti di poter celebrare belle domeniche con le loro comunità.
Auguro ai bambini di giocare tranquilli.
Auguro ai mass-media di poterci raccontare tante buone notizie.
Auguro alle imprese di avere tanto lavoro.
Auguro ai più deboli di non venire dimenticati.
Lo so che non sarà facile realizzare presto tutti questi auspici.
Perciò, auguro a tutti di non dimenticare soprattutto di continuare a riflettere ancora nel silenzio, di imparare la lezione, di osare cambiare ciò che va cambiato.
Allora tutti ci sentiremo migliori. Allora tutti vivremo finalmente la Pasqua dei nostri cuori!


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