Vai al contenuto

Pasqua 2020

APRILE 2020: LA PASQUA DI CONTAME

È arrivata la primavera e con essa Pasqua.
Come ogni anno.

Non è cambiato nulla: i ciliegi in fiore, le giornate più lunghe, l’aria tiepida sfida ad aprire finestre, a far entrare il primo sole e a cercare negli armadi abiti più leggeri da indossare.

Non è cambiato nulla ma solo in apparenza. La natura sembra non accorgersi di quanto sta accadendo al mondo, la natura non lo sa e va avanti, senza egoismo, puntuale, lei rispetta l’impegno preso questo inverno.

Invece non è mai stata così diversa da oggi, questa Pasqua così insolita.

È da settimane ormai che aspettiamo l’arrivo di questi giorni chiusi in casa, barricati da un’emergenza mondiale che ci ha messo in isolamento, al sicuro nelle nostre dimore. Sono giorni di festa vissuti mai prima, una festa che non sarà tale, sono giorni di luce, mista a buio nel cuore, sono giorni in cui il silenzio è più forte e domina tutto e tutti.

Ed è stata una Pasqua di solitudine per molti, per tanti che solo in questo giorno potevano godere della compagnia di una tavola piena a cui sedere. Perché per noi gente del Sud, non è affatto vero che Pasqua la fai con chi vuoi, anche questa è una festa da fare in casa con i propri cari che oggi erano assenti.

Vicini ma distanti perchè costretti alla solitudine da questo tempo crudele.

Eppure in questi anomali giorni di festa, quando il troppo tempo a disposizione rischia di scorrere sciupato, vinto dalla noia, o scandito da ritmi diversi, mai sperimentati prima, diventa opportunità per domande prive di retorica.

Questa vita e il suo correre verso chi o cosa è davvero piena? O questo correre verso chi o cosa è un modo per riempire vuoti che non si vogliono vedere? Forse, dando per scontato ciò che possediamo, abbiamo smesso di curarlo, sopraffatti da quella eterna lotta per rincorrere l’effimero e il superfluo, legati a un’esistenza sempre più frenetica che non ci vuole fermi.

Da ferma invece ho tentato di fare il punto. Ho dovuto. Ho smesso di correre, anche con i pensieri.

Ciò che non ho portato a compimento oggi lo continuo domani.

Ormai di tempo ne avanza.

E ho capito che tutto può attendere, che il correre dei giorni passati era correre e basta.

Era rinunciare persino a vivere.

Ci viene data l’occasione della riscoperta, di quanto possa essere bello ritrovarci, uno accanto all’altro, in quei gesti quotidiani, pranzo e cena, vissuti spesso di sfuggita senza guardarci o ascoltarci più del necessario. La riscoperta che ora costringe a guardare meglio, ad ascoltare, a fissare delle priorità.

Per oggi smetto di correre, ne avrò tempo e occasione.

Per oggi scrivo un messaggio o faccio quella telefonata che mi dico di non avere mai tempo. Per oggi ascolto e trascorro il tempo nel tentativo di capire chi mi sta vicino.

Senza smettere di sognare o di immaginare il futuro che vorrei ci fosse.

Solo così so che questi giorni, smarriti su un calendario su cui, in apparenza, non ho nulla da segnare, non saranno andati perduti.

Pubblicato inGenerale

Sii il primo a commentare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *