…e poi, a pioggia,
le parole caddero
nel silenzio ovattato.
Ci volle tutto il nostro coraggio
per riportare a galla vecchie storie
e ingombranti fantasmi.
Emersero come rottami
di vecchi naufragi
che un mare tempestoso
rigurgitava, intollerante.
Sedimenti smossi
liberarono quel che riposava
nelle pieghe del tempo.
Così, le parole, fluirono,
liquide e trasparenti,
rivelarono Noi, la nostra essenza,
in uno spazio incorporeo
fatto per contenerci.
E parlammo di noi!
Con la voce e con gli occhi
ci perdonammo sbagli e delusioni,
abbandonammo vecchi rancori,
confessammo momenti neri
e voglia di scappare altrove.
Il tempo si fermò,
ci fece consumare ogni remora,
ci lasciò soli con le nostre paure,
d’avanti ai nostri errori,
consapevoli fallaci,
pronti a ricominciare
un fantastico, nuovo duello
dove, saranno ancora le parole
a raccontarci,
a tessere la tela del futuro,
a lasciare tracce da cercare
tra nuovi sedimenti
come si fa con l’oro.


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