L’aereo atterrò in perfetto orario e Elena si apprestò a prendere la navetta che l’avrebbe portata nello spazio bagagli. La sua valigia rossa le fu subito visibile sul nastro trasportatore, la prese e si avviò all’uscita.
Su Palermo il sole era alto, implacabile, come era solito fare nel mese di Luglio e Elena si augurò che la sua collega fosse sul piazzale ad aspettarla. Durante il viaggio si era ripassata gli argomenti che avrebbe dovuto trattare durante la settimana del corso d’aggiornamento al personale educativo di un comune nel palermitano. Il suo telefono vibrò e quando vide il nome di chi la chiamava rispose allarmata. Giovanna avrebbe dovuto essere li ad aspettarla ma un imprevisto l’aveva bloccata e ora la pregava di cercare nel parcheggio una macchina mandata appositamente per lei. Scusandosi, Giovanna le fornì tutte le indicazioni, e la salutò con un arrivederci.
Il caldo spinse Elena a cercare un bar, desiderava una bevanda fresca poi si sarebbe avventurata a cercare l’auto.
Improvvisamente si sentì chiamare, prima il nome e poi il cognome e, per un attimo, non riuscì a capire da che direzione arrivasse la voce poi un uomo si materializzò accanto a lei e sorridendo le tese la mano. Si presentò così, semplicemente e, sempre sorridendo le disse il suo nome. Si conobbero così Elena e Mario; lei accaldata e incuriosita dai suoi modi spicci e dal sorriso simpatico, lui affascinato da quella donna giovane e senza un filo di trucco. Giovanna gliela aveva descritta ma vederla era tutt’altra cosa. Scarpe basse, pantaloni larghi di lino blu e una camicia bianca un po sgualcita aperta su un collo slanciato. lunghi capelli folti trattenuti dagli occhiali scuri e una borsa a tracolla enorme. Mario agguantò la valigia e la guidò verso l’auto poi si mise alla guida e partirono nel pomeriggio assolato. In macchina parlarono dei più e del meno e in poco più di mezzora arrivarono d’avanti all’albergo. Elena lo salutò con una stretta di mano ringraziandolo per il passaggio lui rispose con un arrivederci.
In camera Elena posò i bagagli e cercò la doccia, desiderava solo rinfrescarsi e riposare una mezzoretta. dopo avrebbe fatto quello che occorreva fare; telefonare a Giovanna e mettersi d’accordo per l’indomani.
Stava per disfare la valigia quando Giovanna chiamò. Ridendo le disse che aveva fatto colpo su Mario e che si era offerto di farle d’autista durante la settimana di corso. Elena ne rimase stizzita. Non aveva tempo per avventure e si era ripromessa di approfittare dei pomeriggi liberi per visitare la città. Ma come fare a rifiutare la comodità di non perdere tempo a cercare un mezzo, di guidare in una città che conosceva poco? Alla fine accettò e si ritrovò a conoscere una persona veramente fantastica. Mario era un tecnico e lavorava per una grande azienda ma aveva collaborato a un progetto sulle difficoltà educative infantili nei luoghi a basso indice di strutture idonee. Il corso lo interessava direttamente. Elena lo vide il primo giorno seduto a seguire la prima lezione e rimase stupita per le sue domande mirate. Le mattine scorrevano veloci tra video e spiegazioni a tante domande ma i pomeriggi Elena e Mario visitarono luoghi incredibili. La settimana stava per finire e Mario capì che Elena era diventata importante per lui, da parte sua, Elena provò a ignorare quel sentimento che non riusciva a trattenere. Fu pazzesco quello che provarono; un abbandono assoluto, un perdersi uno nell’altra. Entrambi avrebbero voluto fermare il tempo , godere di quella sintonia che provavano ma si dovettero accontentare di quei momenti irripetibili. Consapevoli e razionali decisero che tutto sarebbe finito lì. Concordarono di chiamarla ” Parentesi ” ma sapevano entrambi che era stata una storia importante.
Elena scende dalla Mercedes, Mario l’accompagna in aeroporto, sa che non la vedrà più ma come fa male lasciarla andare.
Si stringono la mano e fanno fatica a lasciarsi ma è ora d’imbarcarsi e Elena si avvia con gli occhi brucianti.
Il volo si conclude nell’aeroporto di Malpensa, suo marito è in attesa, Elena lo raggiunge e si abbracciano: – ” E’ stata lunga stare senza te ” dice lui, Si risponde lei, una lunghissima parentesi.
A.S
Parentesi
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