Cosa aveva in mente Dio quando ti creò?
Ti volle vivo, appassionato, mutevole,
forte, incontenibile,vero.
Anche a te gridò : -Fiat !- e tu ruggisti di spuma, di rabbia, di furore, sotto le stelle, nelle fauci della nebbia.
Tremasti dentro i tuoi abissi per la carezze delle sirene che abitarono quei recessi eterni, dicesti alle correnti : – guizzate ardite , distruggete mondi, divorate legni impavidi, guarite ferite!-
Sapeva Dio del tuo profumo? Di quello che mi inebria e mi fa sempre tua? O del sapore che mi lasci sulle labbra quando , ritraendoti , mi resta il sale, dolente senso del tuo abbandono?
Tu parli con gli idiomi delle babeli che divorasti , respiri con gli ansimi degli amanti o coi rantoli dei cuori naviganti dispersi, persi nella cupidigia delle onde a divenirne culla o tomba.
Perché ti volle così? Perché ti amo così?
Lui che odia piangere ti volle di acqua e sale perché fossi tutte le sue lacrime.
Io ti amo così perché le lacrime di cui sei fatto sanno ascoltare, oltre i miei limiti, fin dentro i miei mutismi orgogliosi o stanchi di tedio e di rancore, e, al di là delle mie imprevedibili maree e terribili bonacce, sanno, carezzandomi , restare.
in copertina: spiaggia La sorgente, Reggio Calabria


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