No, non conosce il mare chi vede in una goccia solo acqua. Non conosce il mare chi non sa che in quella goccia ci sta tutto, con il suo essere, con i suoi abissi e il suo sale, che logora o insaporisce, come quando, lacrima sulle labbra, lascia il gusto di se’.
Non conosce il mare chi non lo porta dentro, anzi chi non si fa mare, non diviene regno dei silenzi, delle profondità, dei mutevoli umori, delle controverse passioni che nascono, crescono, si ingigantiscono come onde nell’oceano.
Non conosce il mare chi lo ama solo d’estate, nel sole e nel suo azzurro. E lo rifugge nelle rabbie d’inverno, nelle malinconie dell’autunno, nel fingersi mare mentre si accoglie addosso la pioggia che bagna e bacia la pelle che diviene greto, letto, spiaggia, culla.
Non conosce il mare chi non sente dentro di se’ i suoi moti, anche quando scogliere e sabbia dorata sono solo miraggi tatuati sui ricordi.
Non conosce il mare chi non dona a chi ama impeto e dolcezza, tormento ed estasi, foga e tenerezza a tradurre la forza che un Dio volle avesse l’Amore al pari di quella enorme massa di acqua.
Non conosce il mare chi non chiude gli occhi ascoltando il ticchettìo della pioggia sulla capanna immaginando un timone, una tolda e piedi ben saldi, mentre le mani schermano lo sguardo immerso dentro l’orizzonte.
Non conosce il mare chi non beve dalla coppa di un bacio l’acqua di una lacrima sapendo che in essa e’ solo mare.
Tu che filmi onde, che racconti di barche, di tempeste, di sogni dentro sonni, sì, tu conosci il mare.


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