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Milly incontro in treno

La mattina alle 7 il treno per la città, tu eri sempre la’ appoggiata alla panchina, un cappello di lana ti riparava dagli spifferi, avevi i capelli lunghi fuori e un cappotto che arrivava sugli stivali. Ti guardai la prima volta e poi ogni mattina e poi al ritorno la sera. Salivo allo stesso vagone, stesso posto e tu di fronte. Guardavi dentro la tua borsa e tiravi fuori uno specchietto, ti truccavi gli occhi e la bocca, premevi più volte il rossetto e la bocca diventava un cuore rosso. Doveva essere il cuore che ti batteva dentro quella camicetta, abbottonata fino al collo che mi faceva immaginare due grandi colline su cui poter stendersi e riposare. Ma dopo… dopo averti steso li sui posti numero 23-24 e lottato un po’ per spogliarti dal cappotto pesante . E poi tutti quei bottoni e le asole strette della camicetta…sarà stata tua madre, pensavo, che ti consiglia al mattino davanti all’armadio. Le madri remano contro, mi facevo questa idea. E poi finalmente eri così, rossa in volto e paurosa del controllore. Cosa penserà? Milly.., cosa ci importa? Non guarderà….e se guarda? Milly …lascialo guardare. E poi adesso c’è la galleria…vieni qui Milly…c’è il buio che ci aiuterà.

Pubblicato inAmore

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