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Maria Maddalena

APRILE 2020: LA PASQUA DI CONTAME

 

una storia vera

Lei era indaffarata in cucina. Pasqua era arrivata. Anzi era esplosa insieme alla primavera.

Ma il sole e il tepore non facevano che accentuare la frustrazione di dovere restare a casa in ossequio alla paura del contagio da un subdolo virus assassino.

Come ogni anno aveva preparato la pastiera e si accingeva a mettere in forno la lasagna.

Sarebbe stata la prima Pasqua in cui non avrebbe allungato il tavolo, non avrebbe fatto sfoggio di tovagliato impreziosito di inserti all’ uncinetto, non avrebbe esibito i calici di cristallo che tanto amava.

Sarebbero stati loro quattro. Ma gli occhi a brillare dei suoi figli le facevano comprendere che quel raccoglimento non era a loro del tutto sgradito.

Forse era stato il periodo mistico, forse una frase passata in tv.

All’improvviso era tornata indietro nel tempo.

Le sorrideva Maria Maddalena. Quando lo faceva, i suoi occhi di azzurro mare splendevano e davano a quel volto, incorniciato da splendidi capelli biondi, le fattezze di un angelo.

Lei era la bruna, la bruttina, l’amica offuscata quando si usciva insieme.

Maria Maddalena era bellissima. E si scherzava su quel nome importante, su quella donna così vicina a Gesù, ad asciugargli i piedi coi suoi capelli.

E lei amava quel passo del vangelo, orgogliosa di quella donna redenta che aveva toccato persino il legno della croce, che aveva avuto il privilegio di correre incontro al Cristo risorto.

“Mi sono innamorata”

le aveva detto un giorno. E non c’era il viso splendente, il sorriso dell’estate.

Era seria. Lei le era andata vicino per abbracciarla, per respirare la sua felicità.

Maria Maddalena aveva pronunciato un nome.

“No! Lui no!”

aveva protestato lei. Come poteva essere accaduto?

Un angelo come Maria Maddalena che amava un demone? Conoscevano tutti in paese quel nome. Tutti lo riverivano, altri lo disprezzavano.

Maria Maddalena sapeva quanto la sua amica riprovasse lo stile di vita di quell’uomo. Era tutto ciò contro cui la sua compagna bruna combatteva.

Lei non era riuscita ad abbracciarla, a congratularsi.

Le braccia desolatamente erano rimaste lungo i fianchi. Aveva girato le spalle ed era andata via. Senza ascoltare, senza capire, senza giustificare.

La vita le aveva portate ad avere esistenze vicine e per alcuni versi parallele.

Maria Maddalena aveva amato quell’uomo.

Contro tutto e contro tutti.

E quando le avevano detto che era un malandrino, lo aveva amato.

E quando le avevano detto che era uno strozzino lo aveva amato.

E quando le avevano detto che era un assassino lo aveva amato.

Aveva perso tutto in nome di quell’amore.

Poi, aveva avuto un figlio, Maria Maddalena. Un volto d’angelo:  lui che era frutto dell’amore per un demone.

Viveva per quel bimbo e ogni giorno scendeva un gradino in più verso il suo inferno.

Cresceva bella e dolce quella creatura. Finche’ il padre un giorno non gli disse:

“è ora che impari il mio mestiere”

Inorridita guardò il suo antico amore e risuonò nelle sue orecchie l’antico detto:”‘aundi tagghi tagghi, ‘ndrina nesci!”( in qualsiasi parte del corpo tagli ndrangheta esce).

Doveva proteggere il suo bambino, doveva risalire dal sepolcro, in cui per non vedere, sentire, sapere, si era rinchiusa.

La chiamò un giorno in pieno inverno. Sapeva qual’era il suo mestiere. Le chiese di salvare il suo bambino, di tenerlo lontano da un crudele destino.

Avrebbe convinto il marito a collaborare.

Era di turno quella notte lei in tribunale. Una chiamata. Un uomo ucciso, vicino casa, a due passi dal mare.

Una donna coi suoi capelli d’oro asciugava quel corpo senza vita. Sembrava il Cristo deposto dalla croce con quei capelli a farne un’ultima carezza.

L’amore lo aveva vinto. Maria Maddalena aveva vinto. Ucciso perchè voleva cambiare.

Teneva fra le braccia quel corpo senza vita, mentre la pioggia lavava, mondava peccati e redimeva. Un “Mio Dio, Mio Dio perchè mi hai abbandonato?” risuonava nella notte insieme ai tuoni.

Lei non l’aveva fatta alzare. Contrariamente al protocollo aveva lasciato la donna urlare il suo dolore. Non era andata neppure ad abbracciarla. Aveva un bimbo e una madre adesso da salvare!

Ogni anno a Pasqua le giungeva una telefonata, da una localita’ lontana, segreta, sicura.

Anche in questa Pasqua:-

“Grazie. Grazie. Col tuo aiuto, io e mio figlio siamo risorti !”

E Maria Maddalena non sa che, nel buio di quella notte, quei suoi capelli che asciugavano il sangue mossero coscienze, additarono assassini, placarono arsure di giustizia: come ogni volta che Cristo muore e poi sovrano risorge.

nell’immagine: Rooney Mara è Maria Maddalena nell’omonimo film di Garth Davis (2018)

Pubblicato inGenerale

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