“Sempre il mare, uomo libero, amerai!
perché il mare è il tuo specchio; tu contempli
nell’infinito svolgersi dell’onda
l’anima tua, e un abisso è il tuo spirito
non meno amaro.”
Quanta megalomanìa ! Identificazione con un Elemento. Un animismo di indole senza il filtro di una religione, senza l’intermediazione di una preghiera.
” Godi nel tuffarti
in seno alla tua immagine; l’abbracci
con gli occhi e con le braccia, e a volte il cuore
si distrae dal tuo suono al suon di questo
selvaggio ed indomabile lamento.”
La prua, la tua prua fende le acque. Le teme? Ci prova gusto? È in quello specchio dell’anima la risposta. Sta dentro le rughe, dentro l’urlo della verità sopìta nell’intimo nascosto la risposta ai marosi e alle improvvise bonacce.
“Discreti e tenebrosi ambedue siete:
uomo, nessuno ha mai sondato il fondo
dei tuoi abissi; nessuno ha conosciuto,
mare, le tue più intime ricchezze,
tanto gelosi siete d’ogni vostro
segreto.”
Appare solo ciò che vuole Essere nel senso dell’Esistere. Cosa cerchi, uomo? Orizzonti liberi col rischio delle tempeste? O porti tranquilli in cui domare e dominare passioni e sedare inquietudini fosse anche e solo per riprendere fiato? Specchiati, uomo , in queste increspature di onde, mai immagine puntuale, ma Dorian Gray di un “chi sei ” dentro l’anima.
” Ma da secoli infiniti
senza rimorso né pietà lottate
fra voi, talmente grande è il vostro amore
per la strage e la morte, o lottatori
eterni, o implacabili fratelli!”(Charles Baudelaire ” l’uomo e il mare”)
Simbiosi ! Osmosi ! Ingoia uomo, il mare. Quando guardandolo, taci.
Quando immergendoti, plachi le tue arsure.
Quando toccandolo, vibri delle sue intestine correnti.
Quando assaporando acqua e sale comprendi che le tue lacrime sono solo lui che ti scorre nelle vene.
Si, uomo libero, amerai sempre il mare…anche quando le ferite su quella barchetta che chiami Vita bruciano, tanto, assai. Soprattutto allora…perché puoi confondere le tue lacrime di stizza con le sue d’amore.


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