Lo vidi tornare, da lontano scorgevo il suo corpo agile, sulle spalle l’impermeabile,
Era il simbolo del suo essere, si lasciava scivolare tutto e viveva a modo suo.
Questo era disposto ad offrirmi ed io lo sapevo. Sapevo che quel suo sorriso ironico e sghembo mi avrebbe fatto aprire tutte le mie porte. Avrei ancora scucito le ferite che lui un’altra volta avrebbe curato, come sempre facendole bruciare un po’ prima di soffiarci sopra il suo amore. Avrei finito di resistergli dopo l’ennesima bugia, che mi raccontava di restare per sempre. Non sarei stata capace di dirgli di no, quando le sue carezze diventarono simili a brividi quella notte. Anche le stelle erano complici, a mille si accesero nel buio mentre gli sussurravo i miei si.
Leggerezza dell’essere
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