Frequentavo un ragazzo alle superiori. Ci siamo innamorati all’uscita da scuola, era carino, mi faceva ridere con le sue battute, mi regalava giorni di sole. Mi portava a casa sua, era una bella famiglia numerosa, la mamma era una chioccia generosa e sorridente ed io ogni tanto ero ospite a pranzo o a cena. Lei apparecchiava in soggiorno, stendeva la tovaglia e poggiava i piatti, le posate. Non mi facevano mai entrare in cucina e alla mia faccia interrogativa rispondevano: Mamma non vuole. Poi un giorno per caso sono entrata e loro a spiegarmi che la mamma voleva acquistare una cucina nuova e che per festeggiare l’anniversario delle nozze, il papà aveva ordinato i nuovi mobili. E poi arriva il gran giorno apriamo la porta e c’è la nuova e fiammante cucina tanto desiderata. La mamma in splendida forma ai fornelli a preparare la cena. La vecchia cucina non era poi così brutta e malandata, ne’ meritava di essere tenuta nascosta, la mamma era comunque un’ottima cuoca. Ed era adorata dalla sua famiglia per l’amore e la cura che metteva in ogni gesto, nella sua pasta al forno, nelle camicie, tante, stirate di fresco, nel sorriso che mi rivolgeva quando suo figlio mi portava a mangiare, una in più a tavola, e nessun problema.
La vecchia cucina
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