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La strada “Dei poeti”

 

I documenti di cento anni fa mi hanno fatto conoscere una strada di Montagnana denominata “Dei poeti”. Questo nome ha attirato la mia attenzione soprattutto perché oggi, a Montagnana, non esiste alcuna strada che fa riferimento ad un nome così romantico.

Nella delibera del consiglio comunale del 25 luglio 1919, però, viene descritta così:

“stradella quasi abbandonata che non può servire al transito dei veicoli perché di limitata larghezza e che pure per i pedoni riesce di utilità minima”.

In tale seduta tra i vari punti all’ordine del giorno all’oggetto VI si intendeva deliberare per la soppressione della strada vicinale detta “Dei Poeti”, soppressione già approvata nella delibera della giunta municipale del 17 marzo 1919. Ma in quella riunione i membri del consiglio comunale non giungono all’approvazione della proposta in quanto, e qui riprendo le parole di un consigliere:

“ ….si constaterà l’utilità della stradella “Dei Poeti” allorquando sarà eretto il nuovo edificio scolastico femminile fuori porta Vicenza perché la detta stradella servirà di transito per gli abitanti di via del Gatto e delle vie finitime”.

Da questo documento, quindi, ho ricavato due notizie:
– l’amministrazione comunale di Montagnana di allora prevedeva la costruzione, fuori Porta Vicenza, di un nuovo edificio scolastico per le ragazze;
– La strada “Dei Poeti” si trovava in quella zona.

Oggi sappiamo che l’edificio scolastico per le ragazze è stato edificato in un altro luogo e precisamente a fianco della stazione ferroviaria.

Della strada “Dei Poeti” si è persa la memoria.

Fortunatamente, per ricostruire il percorso di questa “stradella” un aiuto mi è stato offerto da un altro documento che mi ha fornito ulteriori e interessanti notizie sulla Montagnana di allora.
Informazioni più dettagliate su questa “Strada dei Poeti” le ho rinvenute nel fascicolo “Igiene pubblica- regolamenti-macello-bagno-vaccinazioni” inserito nel faldone SANITA’ E IGIENE dove ho letto una relazione presentata nella seduta del consiglio comunale del 22 aprile 1914. Il testo scritto contiene la proposta di una permuta di area.

Il testo di questa permuta fornisce un’altra informazione: nel 1914 a Montagnana c’era un mattatoio comunale ormai inadeguato, definito

“antigienico per le emanazioni dannose che esala nel centro abitato dove è sito, non suscettibile di ampliamento o modificazione per mancanza dell’area necessaria e per l’inadatta posizione sua, non rispondente ai cresciuti bisogni della città…”

Il macello in questione si trovava vicino al Molino Carrarese a ridosso del corso d’acqua del Fiumicello, il corso d’acqua che garantiva acqua corrente per la pulizia del locale e l’igiene delle operazioni di macellazione degli animali. Qui venivano macellati solamente i bovini perché lo spazio del mattatoio, costruito da qualche secolo, non permetteva nessun’altra operazione.

L’amministrazione, sempre in difficoltà economiche, non aveva preventivato la costruzione di un nuovo macello anche se ne ravvisava la necessità. La proposta di permuta presentata da una cittadina montagnanese risultava un regalo insperato per il comune, da accogliere senza alcuna esitazione e da utilizzare per il bene della comunità.
Infatti la signora Foratti Antonietta ved. Valeri esercente il Molino Carrarese e i diritti di filatura Canapa e Lino intendeva sostituire con nuovi edifici i vecchi fabbricati quali il macello comunale, i magazzini e gli uffici del molino Carrarese. Per questo la signora, in cambio della cessione da parte del comune del “vetusto fabbricato del macello” era intenzionata a cedere al comune 5039 mq. di terreno in via del Gatto

“per la costruzione del nuovo mattatoio e l’uso dell’acqua del Fiumicello ogni domenica in perpetuo per il lavaggio del fosso che circonda le mura di cinta e che raccoglie le acque di rifiuto della città”.

L’ area oggetto della proposta di permuta si trova al quadrivio Via Gatto- Via Chisogno- via “Dei Poeti” distante 200 m. da Porta Vicenza e 300m. da porta Padova.

A questa relazione è allegata una mappa.

Osservando il disegno si capisce che la strada iniziava a grandi linee nelle adiacenze della attuale fonderia e proseguiva fino all’attuale via “Dei Zoccolanti” che, secondo me, costituiva l’ultimo tratto della via “Dei Poeti” prima di essere definitivamente soppressa.

Qualche traccia della vecchia strada può essere rinvenuta ancora oggi? Non lo so. Mi piace, però, l’idea della dedica di una strada ai “Poeti”. Non a personaggi illustri per meriti artistici, per atti eroici o quant’altro ma ai poeti, a tutte quelle persone che per sensibilità e per capacità espressive hanno saputo esprimere in ogni epoca sentimenti, sensazioni e con i loro scritti hanno suscitato emozioni.

Potrebbe essere una idea, per una prossima dedica, pensare di ripristinare questa denominazione.

Informo che la permuta proposta nel documento citato non avvenne mai anche se l’area di terreno offerta era ritenuta sufficiente per la costruzione del nuovo edificio e le opere opportune per lo scolo delle acque erano ritenute non eccessivamente gravose per le casse comunali. Il progetto del nuovo mattatoio non era stato elaborato in modo definitivo e di conseguenza non erano stati previsti con precisione i mezzi finanziari necessari per la realizzazione dell’opera: il prefetto non concesse l’autorizzazione della permuta richiesta.

Pubblicato inLuoghi del Cuore

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