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La mia Pasqua

APRILE 2020: LA PASQUA DI CONTAME

Non c’entra la fede e nemmeno la religione.

La mia Pasqua di quest’anno è la Via Crucis che Papa Francesco ha scelto di far interpretare a chi vive la Casa di Reclusione “Due Palazzi” di Padova, la mia città: cinque persone detenute, una famiglia vittima per un reato di omicidio, la figlia di un uomo condannato alla pena dell’ergastolo, un’educatrice del carcere, un magistrato di sorveglianza, la madre di una persona detenuta, una catechista, un frate volontario, un agente di Polizia Penitenziaria e un sacerdote accusato e poi assolto definitivamente dalla giustizia dopo otto anni di processo ordinario.

Nel vuoto assoluto di Piazza San Pietro ho ascoltato la voce deserta e rauca della gente che abita il mondo delle carceri, ho sentito il prodigioso duello tra la Vita e la Morte.

Un detenuto ha scritto: “In carcere la vera disperazione è sentire che nulla della tua vita ha più un senso: è l’apice della sofferenza, ti senti il più solo di tutti i solitari al mondo. È vero che sono andato in mille pezzi, ma la cosa bella è che quei pezzi si possono ancora tutti ricomporre. Non è facile: è l’unica cosa, però, che qui dentro abbia ancora un significato”

Buona Pasqua a chi è libero e a chi non lo è.

Pubblicato inGenerale

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