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La libellula in un prato

Tutto il mio ieri nello spazio di un cellulare, i nostri occhi e i nostri sorrisi fermi nel momento di un click. Vestivamo con gli abiti migliori nei colori scelti per l’occasione. Un brindisi è un tintinnare di bicchieri, il velo e lo strascico lungo della sposa, quella che piangeva sull’altare. Un girotondo e mani di bambini che si stringono , un giradischi e le canzoni di Natale. Una lunga fila di auto e un’autostrada senza sole, ma la speranza di arrivare in tempo per la cena. Le luci intermittenti è un piccolo abete, il primo giorno di Natale lontani da casa e una pizza nel cartone mentre il cielo si riempie dei fuochi di fine anno. Sui binari di un treno in corsa vedo passare i fotogrammi colorati dei giorni felici insieme a quelli un po’ sbiaditi di quelli tristi. È passato tanto tempo , succede che non ti accorgi a volte di quello che accade agli altri, anche a quelli che abitano di fianco. Giorni si susseguono a giorni, come i gradini di una lunga scala di pietra. Gradini alti, che fatichi a salire, ti porti dietro il peso di cose insolute, vorresti lasciare andare giù per quello scalone tutto quello che grava, che ingombra. Potessi fermarmi su quella scala a contare e ricordare quel sorriso di chi mi ha amato, il bene senza riserve, il vuoto a perdere degli amici di sempre. Se la vita ha un senso è solo quello che noi saremmo capaci di darle. Come riempire una scatola vuota mettendoci dentro i nostri pensieri e tutto quello che vorremmo realizzare. Riempire ogni spazio vuoto con attenzione, affetto e tutto l’amore necessario. Persino riuscire a realizzare qualche vecchio sogno, di quelli chiusi nei cassetti della memoria è mai più riaperti. Io penso proprio che ricomincerei da lì, da quel sogno che sognai ad occhi aperti inseguendo una libellula in un prato…

Pubblicato inGenerale

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