Per mia nonna era la Casina del borgo vecchio, per noi bambini era un rudere con i segni di un vecchio incendio.
La lussuosa carrozza avanzò nel vialetto ben curato tra due lati di gente, per lo più contadini che battevano le mani. I bambini si rincorrevano tra loro mentre un sole a picco inondava la campagna Circostante, coltivata a grano. In quella giornata così bella, la scena risultava magnifica, tipica dell’estate siciliana di fine ‘800.
Anche lo chauffer aveva un aria aristocratica nella livrea della festa. Quando saltò giù e si precipitò ad aprire lo sportello e abbassare il predellino, tutti poterono vedere la lussuosa scarpetta che si apprestava a toccare terra.
In un trionfo di pizzi e piume,una donna si materializzò sul viale mentre dall’altra parte della carrozza un attempato signore faceva la stessa cosa con una certa fatica. Il Padrone di quel feudo, ” Il bosco vecchio ” tornava a casa con la sua nuova moglie. Lo stupore corse sui visi di tutti quelli che prima applaudivano e la meraviglia si palesò tra mormorii e facce strane. Intanto lui, il padrone aveva dato il braccio alla giovane donna che, appoggiata al suo braccio, avanzava verso la casa sorridendo a tutti.
Era bellissima e molto giovane, carica di gioielli e di trucco, si seppe poi che fosse “Una Sciantosa”, una cantante di varietà.
Spariti dentro casa, quella che la nonna chiamava casina, la folla si disperse ma le voci di quella strana coppia cominciarono a circolare.-
“Potrebbe essere sua figlia”
“Anche sua nipote”
Nella splendida casa la vita cambiò, da quello che era un feudo di campagna si trasformò in un posto di festini e di balli, nel lungo viale si vedevano sempre più spesso carrozze eleganti e belle coppie che arrivavano in visita e chi serviva in quella casa cominciò a raccontare in giro di litigi e di sperperi continui.
La bella dama intensificò le frequentazini con i signori del vicinato altolocato, in particolare con il barone di…gentiluomo bello e squattrinato col vizio del gioco e assiduo frequentatore dell’ippodromo di Palermo.
I due non persero tempo e diventarono amanti ma, quando l’anziano marito lo scoprì fece quello che una volta facevano i mariti traditi: impugnò una pistola e sparò alla bella cantante. Solo dopo scoprì di essere diventato povero in canna.
La sua imprudenza, il suo amore incauto non le avevano fatto capire che, a suo nome, lei aveva chiesto prestiti e aveva concesso ipoteche. La decisione che maturò fu drastica e senza scampo. Mandò via tutta la servitù, si barricò in casa e diede fuoco a tutto.
Mia nonna quella casa la ricordava nel suo splendore, per questo la chiamava ” Casina ” io ricordo solo un rudere e resti di travi con i segni di quell’incendio.
Ma questa storia la racconto ancora, come lei, mia nonna, l’ha raccontata a me.


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