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Incertezza: la lettura dei profeti del nostro tempo

Che cosa vivrò per l’oggi o il domani
Una vita dolce, un dolce cammino, senza problemi
Vedere, incontrare volti sorridenti
Evitare cose che portano problemi
Non una vigliacca ma augurandomi il meglio
andare insieme alla corrente galleggiando
e a volte andare contro corrente.
La mia vita sta galleggiando liberamente nel nulla
Non mi piace cercare gli ostacoli
Stendo le mie mani per raggiungere soltanto
ciò che posso ottenere e toccarlo forte
Guarda, o vieni con me che galleggio
Non voglio annegare
La mia vita è un galleggiare.
“Vita galleggiante” di Roli Hope Odeka

Di fronte al caos, leggo, mi interrogo. Non trovo pace se almeno non cerco delle risposte o, per ora, mi accontento, delle interpretazioni.
E’ Lei che regna sovrana. L’incertezza.
Condiziona i nostri comportamenti, i nostri sentimenti, e provoca emozioni quali la confusione, la paura, lo struggimento, lo sconforto.
Che possa portare alla paura di amare, anche, sono convinta.
Bauman ha definito la nostra una “società liquida”, propria della modernità, dove mancano punti di riferimento e regna l’individualismo, la ricerca della libertà a tutti i costi, a danno della sicurezza che proviene inevitabilmente da rapporti stabili e capacità relazionali che, certo, “costano”: sarebbe opportuno mettersi a volte al posto dell’altro, o dietro l’altro.
Governa il desiderio, delle cose e delle persone. Il Consumismo a tutto tondo.
C’è chi vede l’occasione per non pensare al domani.
Penso al film “L’attimo fuggente”, molto amato dal pubblico ormai di più generazioni, e da me invece subito poco apprezzato, sebbene fossi giovanissima, proprio per il messaggio pericoloso che lanciava.
Si vive il qui ed oggi, purtroppo con troppa leggerezza, anche se ricordiamo con nostalgia i nostri genitori, quelli non troppo giovani o ormai scomparsi, ancora capaci di vivere il domani, il futuro, quando ci donavano con estrema generosità la speranza.
Ma già loro stavano intraprendendo la strada del benessere come principio e valore, dopo le miserie della guerra.
Un altro profeta del nostro tempo è stato Pier Paolo Pasolini, che aveva visto nel consumismo il vero nemico: per lui sul nascere, per noi nel suo pieno sviluppo. Un male che porta con sé uniformità e omologazione.
Mancano delle guide, chi ci conducano in un’operazione chiarificatrice. Mancano intellettuali indipendenti, e profeti.

Pubblicato inSogni

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