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In morte di Luis Sepulveda

Ciao Luis. Che dirti?

Perdona la mia sfrontatezza nel parlarti confidenzialmente oggi, adesso che la tua fama di scrittore non mi fa inibire. Oggi che non ci sei più, oggi che il virus ha vinto il tuo cuore indomito di guerriero.

Dicevi sempre che “non avevi cicatrici ma ferite sempre aperte”, tu che conoscevi il valore della libertà perche’ ti era stata negata, tu che conoscevi il senso di un volo al di la’ dei pregiudizi.
Chissà come avresti raccontato questa pandemia, avresti vivisezionato il virus , trovandovi non la genesi biologica ma quella etica.
Come avevi fatto con il vivere. Ricordo ancora quanto ti sentii vicino quando per puro caso lessi un tuo libro “Ingredienti per una vita di formidabili passioni”.
Io che avevo letto al mio Luigi “La gabianella e il gatto”, ti ritrovavo vicino alle mie battaglie, alle mie sconfitte, alle mie mille domande su una societa’ sorda e cieca.
E tu mi rispondevi da quelle pagine

“Ci troviamo davanti a un vero scontro frontale tra le grandi multinazionali e gli stati. Questi subiscono gravi interferenze nelle loro fondamentali decisioni politiche, economiche e militari da parte di organizzazioni mondiali che non dipendono da nessuno Stato, non rispondono delle loro attività a nessun governo e non sono sottoposte al controllo di nessun parlamento e di nessuna istituzione che rappresenti l’interesse collettivo. In poche parole, la struttura politica del mondo sta per essere sconvolta.”

Profezia!
E mi dicevo:- ho fatto bene a leggerti a mio figlio… il tuo gatto quanta saggezza ha dietro i suoi baffi-

Al mio piccolo che si alzava alla vita, leggevo le tue parole e, mentre la voce le raccontava a lui, io le imprimevo dentro me

“Nessun uccello vola appena nato, ma arriva il momento in cui il richiamo dell’aria è più forte della paura di cadere e allora la vita gli insegna a spiegare le ali”.

Sì, sempre e comunque e ci vuole coraggio a non arrendersi, a non stancarsi di volare, a non scegliere di riposare sopra la melma.
Poi , un giorno anche io scoprii , guardandomi allo specchio , che le mie rughe, tributo a un vivere pieno e senza sconti, lo solcavano implacabili.
E ancora una volta tu mi dicesti:

“Il volto umano non mente mai: è l’unica cartina che segna tutti i territori in cui abbiamo vissuto.“( diario di un killer sentimentale).

Vedi? Come posso avere un atteggiamento di reverenza, se tu mi sei stato amico? Se ho sentito il tuo scrivere come fosse un parlarmi diretto, senza filtri? Anche io un giorno in cui ero priva di me stessa, capii come la gabbianella che “vola solo chi osa farlo”. E non hai mai saputo fino ad ora, ad oggi che sei nel luogo dove si vede tutto e si sa tutto, quanto quelle parole furono mantra, sprone e acqua di rinascita.

Sapevo che eri stato colpito dal Coronavirus. Chissà perche’ ero convinta che tu ce l’avresti fatta e avresti narrato con ironia e saggezza di questo tempo sospeso.

Invece oggi ti piango morto. Sì, ti piango. Non perchè è morto lo scrittore di fama internazionale, il combattente, l’idealista. Ma perchè ho perso un amico. Che conoscevo dentro di me.

Ciao Luis, “Ululo perché la voce del dolore non si dimentica mai.” (Storia di un cane che insegnò a un bambino la fedeltà)

Pubblicato inSogni

Un commento

  1. Giuliana Lauro Giuliana Lauro

    Una splendida orazione funebre in memoria di un grandissimo scrittore, un grandissimo uomo, un grandissimo amico di grandi e piccini che ha messo la sua sofferta esperienza di vita al servizio di tutti noi per aiutarci a VIVERE.

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